La Nuova Sardegna

Sassari

Spending review, il Comune batte cassa

di Vincenzo Garofalo
Spending review, il Comune batte cassa

Chiesta la restituzione di 7 milioni di euro decurtati nel 2012 dal governo Monti per ridurre le spese

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SASSARI. Nel 2012 la spending review imposta dal Governo Monti amputò di netto i trasferimenti erariali per il 2013, per un totale di 7 milioni di euro, condannando il Comune a un bilancio di lacrime e sangue. Ora Palazzo Ducale, forte di una sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale quel taglio, bussa alle casse dei ministeri dell'Economia e dell'Interno per ottenere la restituzione del maltolto. Nei giorni scorsi la giunta ha dato il via libera al sindaco per presentare un’istanza ai due ministeri, reclamando il diritto al rimborso «delle entrate erariali decurtate in sede di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio del fondo perequativo per l'anno 2013»: in soldoni 7 milioni 189 mila 784,48 euro che, quattro anni fa, anziché confluire a ossigenare i conti correnti di Palazzo Ducale rimasero nei forzieri del governo nazionale.

«Non sappiamo quando e in che modo lo Stato ci restituirà questi soldi, ma era un nostro diritto e un nostro dovere nei confronti dei cittadini chiedere il rimborso di una decurtazione illegittima delle entrate erariali», spiega il sindaco, Nicola Sanna. Quei sette milioni di euro sfumati in nome della spending review costarono cari al Comune e alla città di Sassari: «Lo ricordo molto bene perché all'epoca io ero assessore al Bilancio, e quella riduzione dei trasferimenti statali ebbe un effetto drammatico sulle casse del Comune», continua Sanna. «Fummo costretti a tagliare spese indispensabili sui servizi e soprattutto sulle manutenzioni delle strade e degli edifici. Non solo, ma per cercare di recuperare alla mancanza di fondi, l'amministrazione comunale dovette aumentare del 3 per mille l'aliquota Irpef, senza tra l’altro riuscire a compensare il taglio di risorse decretato dal Governo nazionale».

Quei sette milioni di euro adesso fanno davvero gola: «Sarebbero una benedizione per il Comune. La crisi economica e la spending review prolungata ha messo in grosse difficoltà tutti gli enti locali. Noi per esempio ci siamo dovuti indebitare per poter far fronte alla manutenzione delle strade, che necessitano di interventi non più rinviabili», precisa Nicola Sanna, facendo riferimento a un mutuo accesso dal Comune proprio per una cifra di 7 milioni di euro.

La richiesta di rimborso che il sindaco invierà nei prossimi giorni ai ministeri dell’Economia e dell'Interno ha le spalle coperte dalla sentenza 129 del 2016 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'articolo 16, comma 6, del decreto legge 95 del 6 luglio 2012. Secondo quanto stabilito dai giudici Paolo Grossi, Marta Cartabia e Roberto Milana, il decreto che introduceva nella legislazione italiana la spending review è macchiato da un peccato originale che lo rende illegittimo: «Il mancato coinvolgimento della Conferenza Stato-Città e autonomie locali nella fase di determinazione delle riduzioni addossate a ciascun Comune, seppur limitatamente all’anno 2013, unitamente alla mancanza di un termine per l’adozione del decreto ministeriale e alla individuazione dei costi intermedi come criterio base per la quantificazione dei tagli finanziari, comporta, infatti, la violazione degli artt. 3, 97 e 119 della Costituzione italiana». Con quel decreto il governo impose ai Comuni una dieta forzata di 2,25 miliardi di euro.

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