A Sennori rinvio a giudizio per l’ex dirigente del Comune
Franco Zene, arrestato nell’agosto del 2016, è accusato di peculato e falso ideologico L’amministrazione guidata da Nicola Sassu si è costituita parte civile: l’udienza si terrà il 29 marzo
SENNORI. Il sostituto procuratore di Sassari, Cristina Carunchio, ha chiesto il rinvio a giudizio per Franco Zene, il dirigente del Comune di Sennori che nel mese di agosto del 2016 era stato arrestato con l’accusa di aver gonfiato le proprie buste paga: i reati contestati sono peculato e falso ideologico. L’udienza davanti al gup Antonio Pietro Spanu è fissata al 29 marzo. Nel frattempo, l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicola Sassu, ha deciso di costituirsi parte civile.
L’inchiesta sul Comune sennorese, disposta dalla Procura ed eseguita dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Sassari, guidato dal comandante Marco Sebastiani, era partita l’anno scorso ed è andata avanti per mesi. L’attività investigativa era culminata con un blitz dei finanzieri e l’arresto del funzionario, avvenuto nel mese di agosto del 2016 su disposizione del gip del tribunale di Sassari Michele Contini. All’ex dirigente del settore Affari generali del Comune viene contestato di aver sottratto all’ente migliaia di euro in pochi mesi. Il primo cittadino di Sennori, con il decreto numero 20 del 20 ottobre 2016 aveva revocato l’incarico di posizione organizzativa passando le competenze a un’altra funzionaria comunale. Poco più tardi la commissione disciplinare aveva predisposto l’atto di sospensione del funzionario indagato, determinando l’annullamento dello stipendio e disponendo l’erogazione di un assegno alimentare.
Ora l’imputato dovrà difendersi delle accuse di aver prodotto falsi cedolini paga inerenti la sua retribuzione mensile negli anni 2015 e 2016, e l’auto-liquidazione di voci stipendiali per importi notevolmente superiori a quelli previsti dalla legge. Inoltre a Franco Zene vengono contestati anche alcuni rimborsi spese auto-erogati bypassando l’ufficio economato dell’ente. E ancora, il dirigente è accusato di aver poi trasmesso i cedolini, redatti in modo fraudolento, direttamente agli istituti di credito per l’incasso. Nel frattempo, la giunta comunale di Sennori, guidata dal sindaco Nicola Sassu, nei giorni scorsi ha deliberato la costituzione di parte civile dell’ente, che è rappresentato dall’avvocato Gian Comita Ragnedda, e si costituirà in giudizio nell’udienza preliminare fissata al 29 marzo.
«Qualora accertati - si legge nella delibera numero 20/2017 - i reati contestati all’imputato comporterebbero il diritto dell’amministrazione comunale al risarcimento dei danni patrimoniali e non, subìti in conseguenza degli stessi». Inoltre, l’amministrazione comunale sennorese ha rigettato la richiesta di patrocinio legale - avanzata dal funzionario per tramite dei suoi legali, Pierino Arru e Nino Cuccureddu - finalizzata a sostenere le spese di difesa di fronte all’autorità giudiziaria.
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