Farmaci in ritardo, tutto il giorno in attesa della chemio
La protesta degli utenti in cura nel reparto del Civile. Ma Orrù annuncia: al via il percorso per il tumore al seno
SASSARI. Disagi e qualche buona notizia per i malati oncologici che tutti i giorni lottano contro le inefficienze del sistema sanitario. L’ultima disavventura è di ieri e si è consumata nell’ambulatorio del reparto di oncologia dell’ospedale civile dove i pazienti vengono sottoposti a chemioterapia. Alcuni di loro hanno dovuto attendere anche tutta la giornata per poter tornare a casa dopo aver ricevuto le cure. La causa? Il grave ritardo con cui sono arrivati i farmaci.
A dare voce ancora una volta alla protesta degli utenti è l’attivista Luana Farina che ieri con un post su facebook ha raccontato le sue peripezie e quelle degli altri suoi “compagni di viaggio”. «Avevo l’appuntamento alle 9, alle 9,30 ero pronta per la chemio ma i primi farmaci, destinati a una donna che doveva fare la tac, sono arrivati alla 10,43. I miei sono arrivati un’ora dopo e insomma, sono tornata a casa dopo le 14. Un disagio che i pazienti oncologici patiscono regolarmente». Inoltre gli stessi malati in attesa non possono usufruire almeno di un panino perché le cucine dell’ospedale a una cert’ora chiudono.
Ma le difficoltà non finiscono qui. I pazienti oncologici che il giorno successivo hanno in programma la chemioterapia devono andare in Rianimazione per un’operazione di pulizia preliminare dove vengono sottoposti anche al prelievo di sangue per le analisi. Ebbene, sono loro stessi a dover portare la provetta al Palazzo Rosa e infilarsi, sempre senza corsie preferenziali, in quel girone dantesco che è il laboratorio Aou. Il direttore sanitario Nicola Orrù ha verificato di persona in via Monte Grappa le segnalazioni di Luana Farina scoprendo che, oltre al sistema demenziale di accettazione e pagamento ticket, il personale addetto ai prelievi è insufficiente. Ha assicurato che sono già in corso le manovre correttive. Orrù ha aggiunto che sono a buon punto le operazioni per l’avvio del percorso multidisciplinare (breast unit) per il tumore al seno. Da lunedì cinque addetti faranno un corso all’ospedale di Pisa per apprendere il funzionamento del servizio. (g.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google