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Sassari

Viaggio nei quartieri, la via Gluck sassarese senza campi per i ragazzi

Viaggio nei quartieri, la via Gluck sassarese senza campi per i ragazzi

L’agguerrito comitato di quartiere: «Cronica mancanza di progettazione». E c’è chi chiede maggiore sicurezza «perché la notte il rione è abbandonato»

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SASSARI. Se a Sant’Orsola dovessero fare una classifica delle urgenze, gli spazi verdi e gli impianti sportivi sarebbero certo ai primi posti. Forse la gente sarebbe disposta perfino a mettere in secondo piano la sistemazione delle strade pur di veder sorgere, in tempi brevi, campetti e giardini pubblici. Che l’esigenza, tra i ragazzi e non solo, sia quella di avere spazi dedicati lo dice senza esitazione anche Gianluca Chessa, mentre, con un amico, di buon mattino, aspetta il caffè al bancone del bar Buba, in via Cesaraccio: «Il desiderio di tanti, qui, è di poter giocare su un campetto - spiega il giovane - è una cosa di cui si sente il bisogno da sempre perché a differenza degli altri, il nostro quartiere è periferico».

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«Vorremmo anche sentirci più sicuri - aggiunge Camilla Niziol, titolare del bar, mentre dall’altra parte del banco prepara caffè e cappuccini - questo è un quartiere abbandonato, carente di servizi essenziali, manca un bancomat e l’ufficio postale, le strade sono in brutte condizioni, certi tratti sono bui e insicuri».

Dall’altra parte della strada c’è il negozio di frutta e verdura “Moscardino al pomodoro” gestito da due giovanissime Silvia Sechi e Anna Loi: «L’aspetto positivo di questo quartiere è la gente, sono tutti gentili e cordiali - dice Silvia - ma si sente la mancanza di servizi, magari il passaggio di qualche pattuglia in più, spazi verdi e giardinetti per i ragazzi e gli anziani».

Il più arrabbiato è Nando De Renzi, da diversi anni residente nel quartiere, che non le manda certo a dire: «Ci sentiamo umiliati e presi in giro - taglia corto - nessuno ha mai fatto niente per noi, viviamo nel più totale abbandono e il Comune, richiamato più volte, non ha mai dato risposte adeguate alla situazione, le poche volte che sono venuti qua ci hanno lasciato solo promesse, abbiamo fatto tante segnalazioni rimaste senza risposta, basta guardarsi attorno per avere la prova di ciò che dico, potrei fare un elenco lunghissimo di incompiute, mi limito a indicare la piazza della chiesa dove l’erba ormai copre la visuale».

Francesco Piras, presidente dell’attivo comitato di quartiere, aggiunge: «Ciò che sorprende è il fatto che i lavori partano e vengano interrotti in tempi brevi, è chiaro che questo fa emergere quella mancanza di progettazione che, negli anni, ha determinato i disagi visibili a tutti».

L’edicola di via Sant’Orsola è un porto di mare, qui in tanti si fermano a prendere giornali e riviste, ciò che segnala l’edicolante, Costantino Manai, sentendo le tante lamentele della gente, è il potenziamento delle corse dell’Atp e una generale carenza di servizi essenziali come lo sportello bancomat e l’ufficio postale. Le conclusioni sono affidate al parroco, don Antonio Casu, memoria storica degli ultimi 30 anni: «Sant’Orsola è cresciuto troppo in fretta e in modo disordinato - scandisce - purtroppo la sistemazione non sarà semplice né rapida».

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