Niente voucher, l’Emporio rischia di chiudere battenti

SASSARI. «Senza i voucher rischia di saltare questo esperimento che consentiva di aiutare le persone in difficoltà a riconquistare la propria dignità attraverso il lavoro». Mattia Mulas ha 31 anni....

SASSARI. «Senza i voucher rischia di saltare questo esperimento che consentiva di aiutare le persone in difficoltà a riconquistare la propria dignità attraverso il lavoro». Mattia Mulas ha 31 anni. Di lavoro fa il sacrista nella parrocchia di San Paolo. Come volontario coordina le attività dell'associazione “L’Emporio della solidarietà”. Si tratta di un esperimento unico a Sassari e in Sardegna. Un sistema che ha letteralmente stravolto il modo di aiutare i bisognosi, abbandonando il vecchio sistema dell’elargizione tout court di alimenti e altri generi di conforto per un metodo che prevede uno “scambio”. L’associazione (una decina di volontari) funziona grazie al coinvolgimento della comunità parrocchiale che collabora con il Comune attraverso il bando per il sostegno alle grandi povertà. «Facciamo un doppio servizio, perché oltre a consentire la “spesa” nel nostro supermercato, in molti casi paghiamo utenze e affitti o sosteniamo altri tipi di spese», spiega Mattia Mulas. «Gli utenti dell’Emporio si alternano in squadra di lavoro e si dedicano alla manutenzione delle strutture della parrocchia - prosegue il volontario - ma ora che collaboriamo con il Comune siamo a disposizione anche per fare altrettanto negli spazi pubblici». Il primo esperimento ha consentito di rimettere a nuovo la piazzetta, ma non è escluso che L’Emporio e le sua squadre di lavoratori ormai esperti possano essere assoldati anche in altre zone della città. «L'idea è di creare occasioni di lavoro per queste persone - dice il giovane sacrista - così da cercare di renderli attivi, di fargli sentire che stanno restituendo qualcosa alla comunità in cambio di quel che ricevono». Il fatto che i voucher siano stati eliminati così, senza la minima alternativa e senza alcune riflessione sugli effetti che avrebbe potuto produrre quella decisione in realtà del genere, ha colto tutti di sorpresa. «Non abbiamo rapporti fissi, né una mole di lavoro abituale - dichiara il coordinatore dell'emporio di San Paolo - perciò instaurare rapporti di lavoro duraturi, è impossibile». I voucher, «erano l’unica possibilità che avevamo di farli lavorare», è la riflessione di Mattia Mulas.

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