La Nuova Sardegna

Sassari

Le regole per sposarsi nel parco archeologico

Approvate dal Consiglio le norme relative ai matrimoni e alle unioni civili anche fuori dal municipio

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PORTO TORRES. Il consiglio comunale ha dato il via libera ieri mattina al regolamento per la celebrazione di matrimoni e unioni civili. Un documento che aveva trovato tutti d’accordo già durante il primo passaggio nella commissione consiliare e che ha poi trovato il voto unanime dei gruppi consiliari. Sono diverse le location cittadine dove ci si potrà unire in matrimonio con rito civile e ora però toccherà alla giunta individuare le tariffe da applicare per lo svolgimento delle unioni al di fuori delle sedi istituzionali del palazzo comunale di piazza Umberto I e del palazzo del Marchese. Gli sposi potranno scegliere l’area archeologica di Turris Libisonis, altari naturali come il parco di Balai, il parco Chico Mendes, l’area antistante le caratteristiche chiesette di Balai incastonate nelle rocce a picco sul mare e il punto in prossimità della Rocca Manna. Tra i siti selezionabili ci sono anche il giardino della torre Aragonese - vedetta che da sette secoli si erge nel porto e più recentemente monumento-simbolo della lotta operaia per la difesa del posto di lavoro - e l’area verde del parco San Gavino poco distante dalle più grande basilica romanica della Sardegna. Altro fiore all’occhiello dove si possono celebrare i matrimoni civili è l’altra metà del territorio comunale, ovvero il Parco dell’Asinara. Location suggestive per puntare a valorizzare una città che si vuole aprire decisamente anche al turismo. «Sono soddisfatta che l’assemblea abbia compreso l’importanza di questo regolamento - ha detto la presidente del consiglio Loredana De Marco -, perchè i matrimoni, come accade in tante altre località turistiche, possono diventare un ottimo veicolo per far conoscere il patrimonio di un territorio che può essere pubblicizzato grazie alle cerimonie che si svolgono nei nostri siti più belli e magari non ancora conosciuti». (g.m.)

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