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Sassari

Ploaghe, dà fuoco alla sua abitazione per non pagare i debiti

di Mauro Tedde
Ploaghe, dà fuoco alla sua abitazione per non pagare i debiti

L'uomo aveva già seminato il panico in paese con la benzina. Ha preferito distruggere la casa piuttosto che risarcire i danni

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PLOAGHE. Probabilmente nelle fiamme e nella loro capacità distruttiva vede la soluzione di tutti i suoi problemi. E così ieri mattina Michele Sini, il pensionato di 74 anni protagonista nel dicembre del 2015 di un inspiegabile raid incendiario in alcune vie di Ploaghe, questa volta ha voluto dare fuoco alla sua stessa casa. Forse per mettere la parola fine alla sua vicenda.

Il pensionato, che era stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari dopo quella mattinata di ordinaria follia e di fuoco, ieri mattina ha cosparso di benzina la sua abitazione in via Fermi e gli ha dato fuoco. Le fiamme e il denso fumo hanno richiamata l’attenzione dei vicini che hanno dato l’allarme e sul posto sono arrivati gli agenti di polizia municipale del Comune e i carabinieri della locale stazione che, dopo aver allertato i vigili del fuoco hanno messo in salvo il pensionato, fatto evacuare le case dei vicini e messo in sicurezza l’intera via. L’arrivo dei mezzi dei vigili del fuoco ha consentito di domare l’incendio che però in poco tempo ha mandato in fumo l’intera abitazione. Interrogato sul perché della sua nuova follia incendiaria Michele Sini ha candidamente confessato che prima o poi avrebbe dovuto pagare i danni causati dal suo raid e allora ha pensato di distruggere tutti i suoi averi e mandare letteralmente “in fumo” le pretese, peraltro legittime, dei danneggiati. Il pensionato è stato trasportato in ambulanza al Pronto soccorso di Sassari per i necessari accertamenti ed ora si dovrà provvedere ad ospitarlo in qualche istituto visto che la sua casa è ormai assolutamente inutilizzabile.

Il 15 dicembre del 2015 Michele Sini, che aveva lamentato il furto di alcuni agnelli dalla sua campagna, dopo aver presumibilmente pianificato tutto, aveva messo in atto il suo folle piano, decidendo così di “vendicarsi” un po’ con tutti, a cominciare dai suoi vicini a cui aveva incendiato l’auto e il portone per proseguire con altre persone del vicinato sino al panificio di Salvatore Chessa, colpevole probabilmente di essere già in attività dalle prime ore del mattino. Armato di tanica di benzina e di accendino aveva dato fuoco anche ad un fuoristrada in via Brigata Sassari aggredendo con una spranga i proprietari che cercavano di spegnere le fiamme. Poi era risalito nella sua Marbella e aveva puntato al panificio.

Qui aveva lanciato una molotov all’interno del locale e mentre il titolare e il personale erano intenti a spegnere il fuoco era tornato all’attacco con un’altra molotov, che però non era riuscito ad innescare nonostante avesse cercato di svuotare il contenuto addosso al Chessa. “Disarmato” dal panettiere il minuto pensionato aveva proseguito il suo blitz di fuoco prima in una casa di via Sant’Antonio e poi a casa del suo vicino. Compiuta la sua “missione” era rimasto in attesa dei carabinieri davanti all’ingresso di casa ma prima di arrendersi aveva rovesciato loro addosso un bidone di latte. I danni erano stati ingenti soprattutto all’interno del panificio dove era andato a fuoco l’intero impianto elettrico.

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