La Nuova Sardegna

Sassari

Contratti interinali: «Asl e Aou ne abusano»

La Fsi denuncia il mancato scorrimento delle graduatorie nelle assunzioni del personale

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SASSARI. Il sindacato Fsi torna alla carica sul mancato scorrimento delle graduatorie per l’assunzione di personale nelle aziende sanitarie a vantaggio dei contratti interinali. Un “vizio” che ha molti episodi recenti, alla faccia della razionalizzazione della spesa per il personale e a cui la Regione deve porre un freno. «Con una deliberazione del primo marzo scorso l’Azienda ospedaliera universitaria sassarese ha assunto con contratto di somministrazione 8 coadiutori amministrativi esperti per non oltre 6 mesi –afferma la Fsi –. All’Asl di Oristano (determinazione 159 del 29 marzo) si è proceduto ad un’ulteriore proroga di 3 mesi di 10 assistenti amministrativi e 4 coadiutori amministrativi in somministrazione, rapporto che ormai prosegue già da tempo». Non solo. A dicembre scorso «l’Asl di Cagliari, ha ottenuto un’ulteriore proroga di 6 mesi di addirittura 47 coadiutori amministrativi e 2 assistenti amministrativi e a Olbia sono al lavoro 15 assistenti amministrativi e un coadiutore amministrativo interinali in scadenza al 31 marzo 2017. Scadenza su cui si nutre più di un dubbio, senza contare che e la loro durata del rapporto con l’azienda in tal uni casi travalica i due anni».

Per la Fsi «è inaccettabile l’atteggiamento che le aziende sanitarie persistono a mantenere, assumendo e prorogando più volte interinali in spregio dei più comuni parametri di buon senso, rispetto della legge e contenimento dei costi». Perché ricorda il sindacato, il ricorso agli interinali ha ormai un carattere di continuità nonostante sia previsto solo per far fronte a situazioni di necessità ed urgenza per brevi periodi. Eppure si ricorre ai contratti interinali al posto dello scorrimento delle graduatorie di concorso.

La segreteria territoriale Fsi Usae ribadisce che il lavoro interinale naie costa più del personale da assumere tramite graduatorie già esistenti. Idonei che hanno affrontato e vinto un selezione, che hanno diritto ad ottenere un posto di lavoro, ma che se lo vedono sfilare da chi invece non ha superato alcun concorso. Come se non bastasse le linee guida per la proroga del personale precario approvate dall’Ats (l’Azienda regionale per la salute) prevedono proroghe corte e quindi penalizzanti.

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