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Il paese “che non c’è più” nei racconti di Carlo Patatu

CHIARAMONTI. «Andando indietro negli anni (molto indietro), mi accade di ripensare a com’erano questi luoghi quand’ero bambino. Pur non essendomene allontanato mai talvolta ho l’impressione di avere...

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CHIARAMONTI. «Andando indietro negli anni (molto indietro), mi accade di ripensare a com’erano questi luoghi quand’ero bambino. Pur non essendomene allontanato mai talvolta ho l’impressione di avere fatto ritorno anch’io in un’Itaca irriconoscibile, per dirla con Marcello Fois». Nel suo «vagare spassoso per le viuzze del villaggio che lo ha visto nascere», Chiaramonti, Carlo Patatu si lascia accompagnare da molte sensazioni. Quelli e altri pensieri lo accompagnano mentre cammina per Carruzu Longu, Sa Niera, Piatta, Carrela ‘e su Pittu, Muru Pianedda e Caminu ‘e Cunventu, luoghi per certi versi cambiati che nella mente dell’autore si rianimano di persone che non ci sono più, ma anche dei rumori di mestieri ormai scomparsi. Luoghi, persone e storie del «Paese che non c’è più» e che Carlo Patatu ricorda nel suo ultimo lavoro di quasi 400 pagine dato alle stampe da Grafiche Essegi e che verrà presentato nella sala consiliare di Chiaramonti sabato 29 aprile alle 18. Interverranno, oltre all’autore, il cerimoniere del Lions Club di Castelsardo Antonio Portas, il sindaco Marco Pischedda, l’assessore alla Cultura Maria Antonietta Solinas e l’autrice della prefazione Luisella Budroni. (l.v.)

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