Ex Asi, Abbanoa ricorre in Appello
Il gestore unico dopo la condanna al pagamento di 2 milioni: «La legge è chiara»
SASSARI. Dopo la sentenza del giudice che ha condannato Abbanoa a pagare 2 milioni e 400mila euro al Consorzio provinciale di Sassari (ex Asi), arriva la replica del gestore unico: «Faremo ricorso in Appello».
Soldi che il Consorzio reclama per il servizio di depurazione e il trattamento delle acque reflue del Comune di Porto Torres. Per Abbanoa, invece, si tratterebbe di importi non dovuti in quanto non esisterebbe con l’ex Asi «alcun rapporto di fornitura o prestazione di servizi». Tra le altre cose Abbanoa sosteneva che i criteri di calcolo utilizzati per l’emissione delle fatture fossero difformi dalla normativa vigente.
«Non sono state tenute in conto le argomentazioni relative alla corretta quantificazione degli importi dovuti – spiega Abbanoa – La normativa nazionale, che viene applicata in tutta Italia, in questi casi parla chiaro. Nei servizi idrici integrati, a livello nazionale, vige la regola del “full cost recovery”: i costi sono coperti interamente da quanto fatturato ai clienti. Il decreto legislativo 152/2006 dispone, in sintesi, che il gestore unico debba girare esclusivamente quanto riscosso dagli utenti per il servizio di depurazione perché ha una tariffa decisa dall’Autorità, che ha stabilito quali sono i costi che gli devono essere riconosciuti. Gli altri gestori interessati non possono decidere arbitrariamente i loro costi. La mancata applicazione di questa normativa potrebbe comportare l’onore della fatturazione del canone di depurazione ai clienti direttamente in capo al Consorzio, e Abbanoa si limiterebbe a riscuotere i canoni del servizio idrico». Sulla vicenda interviene anche l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti: «Abbanoa non può agire in un sistema regolato sottoposto a ogni genere di controllo, con tariffe imposte dall’autorità, mentre altri decidono i costi che vogliono».
«Rispetto a quelli che sono i normali proventi di fatturazione, infatti, il Consorzio provinciale di Sassari continua a fatturare arbitrariamente il triplo di quanto dovuto basandosi illegittimamente su rilevazioni mai concordate con Abbanoa, senza alcuna verifica o controllo dell’effettiva funzionalità dei contatori». (na.co.)
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