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Sassari

Asinara, il Parco ora rischia la chiusura

di Gianni Bazzoni
Asinara, il Parco ora rischia la chiusura

Grave emergenza idrica e igienico sanitaria: pronta l’ordinanza per vietare l’ingresso nell’isola a visitatori e turisti

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SASSARI. Rischia di produrre conseguenze gravissime l’emergenza idrica e igienico-sanitaria (relativa in particolare alla gestione dei reflui) in atto nel Parco nazionale dell’Asinara. E in queste ore sta prendendo consistenza la decisione di chiudere l’isola e di limitare le presenze alle sole persone incaricate dell’assistenza agli animali e della vigilanza.

Il problema è serio e - al momento - non si intravedono vie d’uscita: il Comune di Porto Torres (l’Asinara rappresenta la metà esatta del territorio turritano) non ha risorse finanziarie disponibili per garantire la funzionalità del servizio idrico nell’isola-parco e la situazione di gestione provvisoria del bilancio non consente l’adozione di eventuali iniziative di “soccorso”.

Nel mese di luglio del 2013 il Comune aveva diffidato Abbanoa, in qualità di soggetto gestore del servizio idrico integrato in Sardegna, affinchè attuasse tutti gli adempimenti necessari per assicurare la piena efficienza del servizio all’Asinara. E in assenza di risposte aveva attivato i poteri sostitutivi (anche con fondi propri) affidando l’incarico alla società “Multiservizi srl”. L’ultimo affidamento è scaduto il 28 febbraio del 2017 e da quel momento non è stato fatto più niente: quasi tre mesi sono trascorsi inutilmente e la stagione estiva e turistica è ormai alle porte con una condizione di emergenza che appare gravissima.

Il dirigente del settore Ambiente del Comune di Porto Torres il 22 aprile ha comunicato al sindaco e alla giunta la gravità della situazione. E ha sottolineato che l’assenza di gestione (non c’è possibilità di affidare il servizio) genera una grave emergenza igienico-sanitaria. A Fornelli e Cala reale, infatti, la gestione dei reflui avviene mediante vasche di accumulo ormai al limite della loro capienza. Se non vengono svuotate potrebbero causare lo sversamento di reflui con conseguente danno ambientale. Ancora più grave perché ciò avverrebbe in un Parco nazionale. La decisione è inevitabile: «Si rende assolutamente necessario procedere, in via cautelativa e senza indugio alcuno – scrive l’ingegner Claudio Vinci – con la limitazione delle presenze mediante ordinanza sindacale per motivi igienico-sanitari, garantendo l’ingresso esclusivamente al personale strettamente necessario per assicurare la sopravvivenza degli animali e la vigilanza sull’isola».

Dal 22 aprile, però, non è cambiato quasi niente. Il 3 maggio il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler ha scritto ai vertici di Abbanoa per evidenziare l’emergenza idrica all’Asinara, e sottolineare le criticità sull’isola «a causa dei disservizi inerenti al malfunzionamento del sistema fognario e di depurazione dei reflui». Wheeler chiede «di valutare la possibilità di inviare all’Asinara propri mezzi, come già accaduto nel 2015». E ricorda che l’amministrazione non dispone di risorse finanziarie: «In caso di mancata risoluzione delle criticità saremo costretti ad adottare misure per la limitazione dei visitatori».

Il vice presidente del Parco Antonio Diana, invece, ha manifestato le proprie preoccupazioni al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru e ha sollecitato «un tavolo di confronto urgente». Prima che sia troppo tardi. Il danno di immagine ed economico sarebbe devastante. L’unica cosa certa è che bsogna fare presto, altrimento il Parco senza presidente deve chiudere battenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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