San Salvatore da Horta: una enorme folla di fedeli
SASSARI. Il ricongiungimento di un cuore con il suo corpo è un caso singolare, ma se inserito in un contesto religioso diventa uno straordinario evento di fede. Proprio come è successo questo fine...
SASSARI. Il ricongiungimento di un cuore con il suo corpo è un caso singolare, ma se inserito in un contesto religioso diventa uno straordinario evento di fede. Proprio come è successo questo fine settimana quando migliaia di persone hanno accolto il corpo di San Salvatore da Horta nel piazzale di San Pietro in Silki. Una testimonianza tangibile della devozione verso il taumaturgo attivo in Sardegna alla fine del Cinquecento. Perfino i confratelli di San Pietro, pur avendo organizzato tutto per tempo, sono rimasti molto sorpresi per il continuo pellegrinaggio di fedeli che dal primo pomeriggio di venerdì, giorno di arrivo dell’urna da Cagliari, hanno voluto essere presenti alla cerimonia del riaccostamento del cuore con il corpo di San Salvatore da Horta.
Nel 450° anniversario della morte del santo di origine spagnola, dunque, il santuario di San Pietro è stato il teatro di un evento speciale destinato a rimanere non solo nelle cronache, ma soprattutto nella memoria dei molti che lo hanno vissuto. Il momento culminante è arrivato quando padre Salvatore Morittu, custode dei frati minori di Sardegna, ha accostato il reliquiario con il cuore, custodito a San Pietro da oltre quattro secoli, accanto al corpo del santo appena arrivato da Cagliari e adagiato sull’altare maggiore. «Un momento di genuina commozione – racconta padre Stefano Cogoni, guardiano di San Pietro – durante il quale molti dei fedeli presenti non hanno trattenuto le lacrime a riprova del clima di devozione e di attesa».
Sabato sera c’è stata la veglia di preghiera che fino alle 22 ha visto la partecipazione di centinaia di persone anche se il picco dell’affluenza è stato registrato domenica con la messa solenne celebrata, all’aperto, nel piazzale, dall’arcivescovo padre Paolo Atzei. Le spoglie mortali del santo, caricate su un furgone, sono poi ripartite alla volta di Cagliari. «In definitiva San Salvatore da Horta era un emigrato – prosegue padre Stefano – arrivato dalla Spagna nella Sardegna del Cinquecento, è stato accolto come un pellegrino, ma nel giro di poco tempo è diventato uno di noi». I temi che in questi giorni hanno caratterizzato le omelie e i momenti di preghiera erano infatti incentrati sull’esperienza della santità «Che non deve essere vista come una condizione estranea alla dimensione umana - conclude Stefano Cogoni – perché con gli occhi della fede la santità si può vedere anche nel quotidiano».
Il corpo del santo è quindi ripartito alla volta di Cagliari dove è stato risistemato nella chiesa di Santa Rosalia, nel quartiere della Marina. La cerimonia appena conclusa, precede di due settimane la festa del Voto in programma il 28 maggio. Il 27 sera, al termine della messa delle 17, secondo una tradizione consolidata, il simulacro della Beata Vergine delle Grazie sarà portato in processione fino alla cattedrale di San Nicola. Il giorno dopo, ricorrenza del Voto, terminata la Messa pontificale delle 18, presieduta dal vescovo padre Paolo Atzei, affiancato dal capitolo turritano, la statua verrà riportata nel santuario di San Pietro seguendo un percorso che attraversa le vie del centro. Il corteo che riaccompagna a “casa” la patrona speciale di Sassari sosterà di fronte ai reparti del policlinico e dell’ospedale prima di imboccare via delle Croci e arrivare in piazzale San Pietro dove in tarda serata sarà sciolto il Voto.
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