I medici chiedono più serenità
Affollato dibattito sulla responsabilità professionale in base alla nuova legge
Medicina difensiva e tutela dei medici e dei pazienti. Questo l’argomento del convegno promosso dall’Ordine dei Medici di Sassari che ha affrontato un tema capace di condizionare l’operato dei medici analizzando la recente legge Gelli, in vigore dall’aprile scorso, nata per ridefinire le responsabilità penali dei medici, ma criticata in molte sue parti. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine forense di Sassari e ha affidato le conclusioni al sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Piras.
«Non vogliamo difendere la categoria, anzi, siamo i primi a richiedere la condanna di chi sbaglia, ma non possiamo sopportare di essere messi in discussione continuamente da querele e processi, che nella stragrande maggioranza portano alla piena assoluzione e soprattutto essere esposti a una gogna mediatica che non giova neanche ai pazienti: la nuova legge è una speranza per esercitare al meglio», ha detto in apertura il presidente dell’Ordine dei medici di Sassari, Francesco Scanu.
Attesa e prudenza sulla nuova legge anche per Ettore Licheri, in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati, che ha parlato di «una bella rivoluzione, ma ora dobbiamo capire se queste regole avranno un seguito nella loro applicazione». La medicina difensiva è certamente un freno per la professione, perchè la paura limita l’azione del medico, che in qualche modo abdica la sua competenza al magistrato, hanno detto i sanitari riuniti a convegno. Secondo il magistrato Sergio Fucci uno dei punti cardine è certamente la gestione del rischio «che deve diventare patrimonio comune, bisogna diffondere l’errore medico, ma non per criminalizzarlo ma per evitare che venga rifatto».
La risposta finale sul futuro è stata affidata a Paolo Piras. «La legge Gelli nasce per superare la medicina difensiva, una piaga che costa 14 miliardi di euro. Bisogna restituire al medico la serenità e per fare ciò noi dobbiamo svestire la toga e mettere il camice, il medico deve togliere il camice e mettere il pigiama del paziente» ha concluso il Sostituto Procuratore.
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