Sulla chimica verde annunci poco attendibili
Regione ed Eni non possono modificare il protocollo d’intesa e l’addendum senza coinvolgere gli altri firmatari: enti locali, governo e sindacati
Abbiamo letto con grande attenzione le ultime dichiarazioni di Pigliaru in materia di “chimica verde” che annunciano – per l’ennesima volta – il rilancio degli investimenti della fase tre di Matrica – comprendente l’ampliamento e il completamento degli impianti di Porto Torres per realizzare bioplastiche e prodotti innovativi – da consacrare in un accordo di programma che Eni dovrà sottoscrivere con la Regione. Crediamo che sia arrivata l’ora di interrompere il flusso costante di annunci sul progetto di chimica verde di Porto Torres e di dargli gambe. Purtroppo il letargo della giunta Pigliaru sulla “chimica verde” prosegue. Sul punto Pigliaru non è politicamente credibile. Nel 2011 la Regione s’era impegnata in modo solenne ad incentivare la filiera agricola per la produzione della materia prima vegetale, a mettere in campo azioni per la riduzione dell'uso di materie plastiche in agricoltura e ad incentivare l'uso di prodotti derivanti dalla chimica verde, creando le condizioni per l'insediamento a valle di tante aziende per la lavorazione del prodotto e la sua trasformazione in beni d'uso comune.
E con l'addendum al protocollo del 2011 la Regione si era impegnata a definire un progetto integrato per il territorio di Porto Torres che prevedesse ulteriori opportunità di verticalizzazione industriale della chimica verde, strumenti di promozione dello sviluppo locale e di contrasto della crisi delle aree industriali con interventi di incentivazione per la creazione d'impresa, l'auto-impiego, la formazione e riqualificazione del personale, le agevolazioni per l'accesso al credito, crediti d'imposta e ogni altro strumento utile per la nascita di nuove imprese e per la ricollocazione degli addetti diretti ed indiretti del sito industriale di Porto Torres. Dopo l’avvio del progetto nella legislatura precedente, per oltre tre anni su tutti questi impegni la Regione è rimasta muta e inadempiente. E anche questo è il motivo per cui non ha potuto reagire alla cancellazione della centrale a biomasse decretata da Eni, prevista nel piano originario. L’intervento dell’assessore dell’Industria nell’ambito della discussione della mozione sulla chimica verde del novembre del 2016, respinta dalla maggioranza di centrosinistra, ha poi certificato il completo disinteresse del governo regionale verso un progetto nel quale in tanti, istituzioni, politica, impresa e sindacati, avevamo creduto. Tutto ciò rende poco attendibili gli annunci di Pigliaru.
Al pari di quelli che dal 2014 riguardavano e riguardano il varo del piano di incentivi al traffico aereo low cost, la cui mancata adozione ha fatto crollare letteralmente il traffico della infrastruttura aeroportuale di Alghero con la perdita di 340mila passeggeri solo nel 2016. Cosa che ha contribuito a prostrare l’economia della provincia di Sassari.
Sono già trascorsi inutilmente tre anni da quando la giunta e la maggioranza di centrosinistra hanno accompagnato il ministro Galletti in una pittoresca passerella in occasione dell’inaugurazione del primo impianto realizzato per il lavoro della giunta di centro-destra. È arrivata l’ora di uscire dalle dichiarazioni di rito rappresentate dal solito ritornello “la chimica è strategica e la giunta dedica la massima attenzione”. Sono, queste, dichiarazioni utili solo ad apparire sulla stampa isolana e a contrabbandare un attivismo inesistente.
Occorre, finalmente, passare ai fatti. Gli ultimi annunci narrano che Regione e Eni stanno modificando il protocollo d’intesa e l’addendum. Se ciò fosse vero – ma abbiamo qualche legittimo dubbio – è evidente che ciò sta accadendo senza la partecipazione e la condivisione di tutti i soggetti che li hanno condivisi, quali istituzioni locali, governo e sindacati che hanno sottoscritto il protocollo d'intesa del 26 maggio 2011 e del suo addendum. Pigliaru tenga a mente che i contratti possono essere modificati solo da tutti i soggetti che li hanno firmati. Nel frattempo attendiamo forti prese di posizione, alle quali non faremmo mancare il nostro sostegno, dei consiglieri regionali di centrosinistra del Sassarese.
* Consigliere regionale Forza Italia
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