La Nuova Sardegna

Sassari

Usini fa da trampolino ai vini di alta qualità 

di Franco Cuccuru
Usini fa da trampolino ai vini di alta qualità 

Si è conclusa con successo la rassegna Coros che ha visto in gara i produttori Esperti nazionali a convegno per dare indicazioni sui metodi all’avanguardia

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USINI. La ventesima edizione dei “Vini di Coros” si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo. Un appuntamento di notevole interesse che coinvolge in prima persona l’amministrazione comunale col sostegno delle associazioni del paese ma soprattutto dei produttori del territorio. Infatti senza l’apporto fondamentale dei produttori la manifestazione non avrebbe senso di esistere e sono proprio loro i veri protagonisti dell’evento. Ma se una macchina deve funzionare alla perfezione occorre che tutti gli ingranaggi siano assemblati al punto giusto. Per questo il Comune col fondamentale supporto dell’assessorato all’Agricoltura, ha fatto le cose in grande per questa ricorrenza del ventennale, organizzando due convegni specialistici con la partecipazione di esperti di elevato spessore, che hanno offerto ancora una volta il loro valido contributo indirizzando il produttori verso la giusta strada, quella che porta a fare crescere il settore vitivinicolo, migliorarlo sotto l’aspetto qualitativo e portarlo a conoscenza del vasto pubblico con ritorni in termini economici. La due giorni quindi è stata promossa dal Comune di Usini in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’università di Sassari, l’Agenzia territoriale Laore, l’Ais, l’Unione dei Comuni del Coros, la Compagnia barracellare di Usini, l’associazione culturale Origines e il gruppo folk San Giorgio col patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale, Banco di Sardegna, l’associazione nazionale Città del Vino, Re. Ce. Vin (Rete europea delle città del vino) e dal Movimento Turismo del Vino. Un’edizione speciale quindi arricchita da eventi collaterali con manifestazioni folkloristiche, degustazioni, e una serata interamente dedicata alle bellezze della Sardegna col la passerella di oltre duecento figuranti in abito tradizionale che ha dato vita all’evento “A s’antiga moda”. Interessante inoltre la partecipazione di giornalisti e reporter di fama nazionale che hanno potuto cogliere i momenti più salienti dell’evento improntato sul connubio vino-turismo un’occasione per divulgare le risorse del territorio e farle conoscere oltre i confini nazionali. Come al solito in questi appuntamento non si può prescindere dal non ricordare il grande pioniere dell’enologia usinese, il grande maestro e pioniere Zio Billia Cherchi colui che ha dato il via all’enologia moderna nel territorio ma il merito più grande è quello di aver riscoperto e valorizzato il Cagnulari, un vitigno autoctono che aveva preso la strada dell’estinzione salvato proprio grazie a zio Billia: «Molto spesso le risorse economiche non sono tante ma quello che cerchiamo di fare come amministrazione è quello di mettere in luce il nostro vino e chi lo produce quindi avere un contatto costante con le cantine e i produttori questo è fondamentale, è quello che stiamo cercando di fare. Usini non può fare a meno di unire col vino anche il turismo e tutto quel che ci circonda questo è il volano della nostra economia».

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