Molte vie della città al buio ma nessuno ripara i guasti 

Da alcuni giorni nelle zone del centro gran parte delle lampade sono spente  Disagi anche nella zona di Balai, ma i cittadini non sanno più a chi rivolgersi

PORTO TORRES. Da diversi giorni e in diversi punti della città – nella centralissima via Sassari e in via Balai per esempio - non funzionano i corpi illuminanti durante le ore notturne. Una situazione che sta penalizzando soprattutto le attività commerciali che attendono clienti a tutte le ore e chi invece vuole passeggiare verso la via del mare per sfuggire alla calura estiva e col buio non si sente per niente al sicuro.

«Da via Sassari la luce manca regolarmente almeno quattro giorni al mese - dice un commerciante - e lo si evince dalla lampade a Led attaccate alle pareti degli edifici: ho provato anche a chiamare il numero verde che è riportato sull’adesivo, ma a distanza di giorni non c’è stato alcun intervento riparatore». La gestione dei corpi illuminanti è affidata a due società - Enel Sole e l’ex Cofely oggi Engie - che hanno in concessione il sistema di illuminazione di tutta la città: il cittadino non sa dunque a chi rivolgersi per denunciare le criticità della luce pubblica, considerando che pure col numero verde non esiste l’intervento tempestivo, e le notti turritane stanno diventando così più buie del previsto. La precedente amministrazione comunale aveva stipulato il contratto con la Cofely e la fase operativa prevedeva la gestione di circa 2200 punti luce della rete di illuminazione pubblica cittadina. Nelle ore notturne si poteva notare il cambio della visione cromatica della luminosità emanata, che produceva effetti positivi anche in materia di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente. L’affidamento a terzi della gestione della pubblica illuminazione, secondo le indagini conoscitive della struttura comunale, permetteva all’amministrazione sia di risparmiare sui costi delle manutenzioni degli impianti sia di avere maggiori garanzie sull’efficienza e sul risparmio energetico così come previsto dagli obbiettivi del protocollo di Kyoto. In quei corpi illuminanti la società aveva installato il sistema di telecontrollo a distanza Ballast elettronico, che consentiva la gestione del controllo e della modalità di accensione di ogni singola lampada da una “cabina di regia” installata nella sede operativa dell’azienda. Un sistema che veniva considerato all’avanguardia e permetteva così alla collettività di avere la sicurezza di intervento immediato nel caso di malfunzionamento. A distanza di qualche anno ci sono però delle criticità che si verificano, purtroppo, puntualmente e viene difficile per gli utenti conoscere chi è il concessionario di quel punto luce a cui rivolgere la richiesta di intervento.

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