La Nuova Sardegna

Sassari

Respinti i ricorsi, baretti di Platamona a rischio demolizione 

di Salvatore Santoni
Respinti i ricorsi, baretti di Platamona a rischio demolizione 

Il Consiglio di Stato dà ragione al Tar: Weekend è abusivo E altre cinque strutture devono sparire dal litorale di Sorso

3 MINUTI DI LETTURA





SORSO. Lo spettro delle demolizioni aleggia a Platamona. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso d’appello di Gavino Carmelo Pilo, il gestore del chiosco Weekend beach, che chiedeva la sospensione dell’ordinanza di demolizione della struttura emanata dal Comune di Sorso. Il titolare già dall’anno scorso aveva provato a scongiurare l’ipotesi delle ruspe rivolgendosi al Tar. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha tentato di appaltare i lavori di demolizione dei chioschi abusivi sul litorale stanziando 60mila euro. Ma la gara è andata deserta: su cinque ditte invitate non ce n’è una che abbia accettato l’incarico.

Il ricorso al Tar. Il primo ricorso era scattato nel 2016. Gavino Carmelo Pilo si era rivolto al Tar per chiedere l’annullamento (e la sospensiva) dell’ordinanza di demolizione arrivata nel 2015. Questo perché tutte le strutture stagionali sono scadute nel 2013. Una volta approvato il Pul, infatti, il Comune ha smesso di rinnovare le concessioni temporanee. E chi non si è adeguato al nuovo strumento urbanistico, cioè chi non ha costruito i chioschi secondo le nuove regole, si è ritrovato di punto in bianco ad avere una struttura catalogata come abusiva. L’allora collegio formato dai giudici Francesco Scano (presidente), Marco Lensi (consigliere, estensore) e Tito Aru (consigliere) aveva ritenuto di respingere l’istanza cautelare presentata dal gestore della struttura del secondo pettine «ritenuta, a un primo esame, la non consistente probabilità di esito favorevole del ricorso».

Appello respinto. Nei giorni scorsi è arrivata la seconda doccia fredda. Secondo i magistrati l’appello sarebbe «sprovvisto del fumus boni iuris». In altri termini, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha ribadito la corretta considerazione fatta dal Tar di Cagliari nel valutare che il chiosco del secondo pettine aveva un’autorizzazione edilizia temporanea già scaduta, oltre al fatto che non è stato ottenuto il rinnovo della concessione demaniale. Per questi motivi i giudici hanno respinto l’appello e condannato il gestore della struttura balneare al pagamento di mille euro di spese legali in favore del Comune.

Le demolizioni. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale ha tentato la strada dell’intervento sostitutivo per buttare giù i chioschi considerati a vario titolo abusivi. Si è trattato di una procedura negoziata emersa soltanto nelle scorse settimane, durante il sopralluogo effettuato lungo la costa dalla commissione Urbanistica. Alla gara sono state invitate cinque ditte (tutte oltre i confini della Romangia) scelte dall’elenco degli operatori depositato in Comune. Ma alla chiamata non ha risposto nessuno.

La mappa. Nella mappa delle demolizioni previste dal Comune ci sono sei strutture - la stragrande maggioranza tutt’ora aperte al pubblico - che sorgono lungo la fascia costiera di Platamona. Oltre che al secondo pettine, le ruspe sono previste al quarto pettine, dove sorse il Wave rider cafè di Alessandro Pambieri. Al sesto pettine, invece, i chioschi abusivi sono due: uno è quello del titolare Salvatore Giacomo Mallao, l’altro è il Dolce vita di Gavino Usai. Nel primo caso il Comune dice che la concessione edilizia risulta scaduta nel 2006, nel secondo caso nel 2003. Nell’elenco delle demolizioni c’è anche La Vozza di Mario Doneddu, che si trova all’ottavo pettine. In questo caso la situazione della struttura è molto più aggrovigliata: c’è da considerare il discorso del pericolo da dissesto idrogeologico a causa della foce del fiume Silis. Chiude la lista il chiosco Pedi freddu, di Anna Sanna, la struttura che sorge ai bordi del parcheggio antistante il lido di Sorso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative