Tagli di educatori nei convitti, è protesta
Dirottati ad altre province sei posti previsti nel Sassarese. I sindacati insorgono: studenti in aumento
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SASSARI. L’ufficio scolastico regionale taglia sei posti di educatrici ed educatori nei convitti e nei semiconvitti della provincia sassarese per il prossimo anno di lezioni e i sindacati insorgono. Annunciando lo stato di agitazione, chiedono il ripristino immediato dell’organico di diritto per il territorio del Sassarese e un incremento per quello regionale, oltre a un incontro urgente con la direzione regionale e l’assessore regionale all’istruzione. La decisione è stata presa unanumente da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Gilda e Cobas nel corso di un’assemblea con il personale convocata nei giorni scorsi al convitto nazionale “Canopoleno”.
Complici i tagli che interessano tutto il mondo della scuola, al ministero hanno attribuito la stessa dotazione di organico alla Sardegna, ma sei posti dei 67 che venivano attribuiti a Sassari sono stati spalmati a Cagliari e Nuoro. Un taglio illegittimo, dicono i sindacati perché viola il rapporto tra convittori ed educatrici fissato nelle tabelle nazionali «ignorando il dato oggettivo che il numero dei convittori e semiconvittori non è diminuito, ma anzi è in crescita, essendo passato dagli 888 del 2015-16 ai 1059 del 2017-18».
Quindi già l’organico del personale era risicato ed ora si vuole di nuovo intervenire con la forbice «con la conseguenza che si sarà una riduzione dei posti di lavoro e della qualità dell’offerta formativa. Quello che non si capisce – afferma il sindacato – è che i tagli di docenti e personale Ata sono stati compiuti negli anni con la motivazione che gli alunni stavano diminuendo; ebbene, questa volta le cose non stanno così, e se i numeri contano quando c’è da tagliare, devono contare anche quando c’è, come minimo, da confermare gli organici di diritto». Quindi i sindacati chiedono di incrementare l’organico regionale degli educatori sino a 184 posti per il 2017/18. Infatti i convitti e semiconvitti stanno vedendo crescere il numero di iscrizioni soprattutto da parte di studenti delle zone interne, penalizzate dalla chiusura continua delle loro scuole. Senza contare che la mancanza di educatori costringerebbe gli studenti a scegliere altri istituti e i docenti a far domanda di trasferimento. Intanto i sindacati annunciano anche un intervento sul ministero dell’Istruzione. (p.f.)
Complici i tagli che interessano tutto il mondo della scuola, al ministero hanno attribuito la stessa dotazione di organico alla Sardegna, ma sei posti dei 67 che venivano attribuiti a Sassari sono stati spalmati a Cagliari e Nuoro. Un taglio illegittimo, dicono i sindacati perché viola il rapporto tra convittori ed educatrici fissato nelle tabelle nazionali «ignorando il dato oggettivo che il numero dei convittori e semiconvittori non è diminuito, ma anzi è in crescita, essendo passato dagli 888 del 2015-16 ai 1059 del 2017-18».
Quindi già l’organico del personale era risicato ed ora si vuole di nuovo intervenire con la forbice «con la conseguenza che si sarà una riduzione dei posti di lavoro e della qualità dell’offerta formativa. Quello che non si capisce – afferma il sindacato – è che i tagli di docenti e personale Ata sono stati compiuti negli anni con la motivazione che gli alunni stavano diminuendo; ebbene, questa volta le cose non stanno così, e se i numeri contano quando c’è da tagliare, devono contare anche quando c’è, come minimo, da confermare gli organici di diritto». Quindi i sindacati chiedono di incrementare l’organico regionale degli educatori sino a 184 posti per il 2017/18. Infatti i convitti e semiconvitti stanno vedendo crescere il numero di iscrizioni soprattutto da parte di studenti delle zone interne, penalizzate dalla chiusura continua delle loro scuole. Senza contare che la mancanza di educatori costringerebbe gli studenti a scegliere altri istituti e i docenti a far domanda di trasferimento. Intanto i sindacati annunciano anche un intervento sul ministero dell’Istruzione. (p.f.)
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