La Nuova Sardegna

Sassari

Crisi, via libera al documento della pace 

di Giovanni Bua
Crisi, via libera al documento della pace 

Confronto fino a tarda sera nella direzione del Partito democratico. Forse già oggi la nomina della giunta con molti ritorni

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SASSARI. Un documento di tre pagine fitte fitte, che gira in bozza tra scrivanie e telefonini da mercoledì, tra aggiunte, limature, aperture e qualche sgambetto. Un ordine tassativo di chiudere, a qualunque costo, arrivato dai massimi livelli del partito, perché perdere Sassari dopo il massacro elettorale di qualche settimana fa non è nemmeno da prendere in considerazione. Tutti i maldipancia, le scorie, le rotture, che si ripropongono quasi intatte, sotterrate dentro traguardi da raggiungere, rinnovati impegni a maggiore comunicazione e collegialità delle scelte, a «un patto di consiliatura tra il sindaco, i gruppi consiliari, i partiti della maggioranza e la città per la realizzazione dei progetti e azioni di governo poste in essere nella prima metà del mandato». Con un finale, almeno in una delle ultime bozze circolate ieri, che prova a dare la carica, spostando l’asticella di fine mandato al 2019: «Non dobbiamo darci nessuna altra scadenza se non quella fissata dalla legge, e prepararci ad un giudizio positivo della nostra azione di governo della città».

Questa la base da cui l’altra sera, con un’ora abbondante di prevedibile ritardo sull’orario di inizio fissato alla 19.30 e dopo un confronto preliminare ristretto andato in scena nel tardo pomeriggio, prima della pausa per le lauree in piazza, è partita la direzione cittadina e provinciale Pd per trovare la quadra che porti la consiliatura Sanna fuori dall’ultima, furiosa crisi.

Una direzione blindata, da cui si è cercato di non fare uscire i consueti spifferi che informano sull’andamento dei lavori. Nella quale, dopo l’introduzione del segretario provinciale Gian Piero Cordedda e un lungo intervento del sindaco Nicola Sanna, hanno parlato tutti i big Dem. E che è andata avanti fino a tarda sera, portando presumibilmente all’ennesima pace armata tra le turbolente anime del Pd sassarese. Condizionale d’obbligo, perché molte sono le tessere che ancora devono andare a posto. Su tutte la giunta, che rimarrà in ballo fino all’ultimo sì, anche se alcuni danno per possibile una nomina già per oggi. Il che vorrebbe dire un ritorno al lavoro della gran parte degli uscenti, come d’altronde un passaggio del documento fa intuire. «Il processo di ulteriore condivisione dell’azione amministrativa – recita il foglio “politico-amministrativo per un patto di fine consiliatura nel consolidamento dell'azione di governo del Comune di Sassari” – con una giunta reintegrata nelle cariche assessoriali, consentirà di accrescere lo stretto riferimento della Giunta alla rappresentanza consiliare, per assicurare il pieno sostegno alla stessa nell'azione amministrativa ed in seno al Consiglio comunale».

Per il resto, dopo una lunga fase introduttiva in cui si elenca quanto fatto «in corenza con l'elaborazione degli ultimi 12 anni di governo della città», si sottolinea come «La squadra di governo dovrà regolarmente rendicontare l’attività svolta sia ai cittadini che alla coalizione attraverso comunicazioni periodiche e iniziative pubbliche». E ancora di: «incrementare la capacità di comunicazione politica e istituzionale». Spiegando che: «Sul fronte dell'attività della giunta sarà necessario un rafforzamento del rapporto tra organi di governo e struttura dirigenziale dell'amministrazione».

Parole a cui ora devono seguire i fatti, che la città attende.

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