Parte l’atteso restauro della chiesa di Santa Lucia
di Barbara Mastino
Avviati nei giorni scorsi i lavori di ristrutturazione dell’antico tempio di Ozieri Un intervento massiccio da 160mila euro messi a disposizione da Cei e Provincia
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OZIERI. Hanno preso il via nei giorni scorsi i lavori di restauro dell’antica chiesa di Santa Lucia, finanziati grazie a un co-stanziamento della Cei e della Provincia di Sassari.
L’intervento, andato in appalto per una spesa di 160mila euro, prevede lo smantellamento delle vecchie tegole per consentire il rifacimento dell’impermeabilizzazione del tetto e la riparazione delle grondaie, il restauro degli intonaci interni ed esterni aggrediti dall’umidità, l’installazione di apparecchiature, come un invertitore di polarità, che serviranno per preservare la struttura per molti anni dalle intemperie che negli ultimi tempi l’hanno pesantemente danneggiata. Sarà inoltre effettuato il restauro dei cornicioni e degli elementi di tufo delle facciate. Con il residuo del ribasso d’appalto (del 32 per cento), pari a 60mila euro circa (il finanziamento iniziale era infatti di 120mila euro provenienti dalla Provincia e 100mila dalla Conferenza episcopale sarda), sarà utilizzato per restaurare gli affreschi delle volte, anch’essi pesantemente danneggiati negli ultimi anni dall’umidità. Grazie a questi lavori, che saranno effettuati sul progetto dell’architetto esperto di restauri monumentali Michele Calaresu, la chiesa di Santa Lucia potrà quindi non solo essere ristrutturata ma sarà anche messa al riparo da futuri danneggiamenti derivanti da cause climatiche.
Il primo nemico da combattere sarà, come accennato, l’umidità, che ha creato negli anni molti danni all’edificio e lo ha colpito in modo particolare perché la chiesa si trova in una zona molto “chiusa” del centro storico ed è circondata da alti edifici che limitano la circolazione dell’aria. Si tratta di un intervento atteso da tanti anni, che si è riusciti a realizzare solo grazie all’intervento straordinario della Provincia e della Cei e che ha avuto bisogno di un lungo lavoro preparatorio in fase progettuale proprio perché si tratta di un edificio molto antico, in stile neoclassico, e sottoposto, ovviamente, a tutela. Progettata dall’ingegnere Carlo Martinetto, la chiesa parrocchiale di Santa Lucia fu realizzata tra il 1887 e il 1890 da maestranze locali mentre il campanile fu terminato solo dieci anni dopo dal muratore ozierese Antonio Michele Fantasia che aveva lavorato anche alla chiesa.
L’intervento, andato in appalto per una spesa di 160mila euro, prevede lo smantellamento delle vecchie tegole per consentire il rifacimento dell’impermeabilizzazione del tetto e la riparazione delle grondaie, il restauro degli intonaci interni ed esterni aggrediti dall’umidità, l’installazione di apparecchiature, come un invertitore di polarità, che serviranno per preservare la struttura per molti anni dalle intemperie che negli ultimi tempi l’hanno pesantemente danneggiata. Sarà inoltre effettuato il restauro dei cornicioni e degli elementi di tufo delle facciate. Con il residuo del ribasso d’appalto (del 32 per cento), pari a 60mila euro circa (il finanziamento iniziale era infatti di 120mila euro provenienti dalla Provincia e 100mila dalla Conferenza episcopale sarda), sarà utilizzato per restaurare gli affreschi delle volte, anch’essi pesantemente danneggiati negli ultimi anni dall’umidità. Grazie a questi lavori, che saranno effettuati sul progetto dell’architetto esperto di restauri monumentali Michele Calaresu, la chiesa di Santa Lucia potrà quindi non solo essere ristrutturata ma sarà anche messa al riparo da futuri danneggiamenti derivanti da cause climatiche.
Il primo nemico da combattere sarà, come accennato, l’umidità, che ha creato negli anni molti danni all’edificio e lo ha colpito in modo particolare perché la chiesa si trova in una zona molto “chiusa” del centro storico ed è circondata da alti edifici che limitano la circolazione dell’aria. Si tratta di un intervento atteso da tanti anni, che si è riusciti a realizzare solo grazie all’intervento straordinario della Provincia e della Cei e che ha avuto bisogno di un lungo lavoro preparatorio in fase progettuale proprio perché si tratta di un edificio molto antico, in stile neoclassico, e sottoposto, ovviamente, a tutela. Progettata dall’ingegnere Carlo Martinetto, la chiesa parrocchiale di Santa Lucia fu realizzata tra il 1887 e il 1890 da maestranze locali mentre il campanile fu terminato solo dieci anni dopo dal muratore ozierese Antonio Michele Fantasia che aveva lavorato anche alla chiesa.
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