Buddusò ricorda i caduti nel rogo
Oggi la commemorazione di Sanciu e Porcu morti nell’incendio di 60 anni fa
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BUDDUSÒ. Sono trascorsi sessant’anni ma è ancora vivo nella memoria della comunità di Buddusò il ricordo del terribile incendio del 12 agosto del 1957 che devastò quasi tutto il territorio comunale e nel quale persero la vita Giovanni Antonio Sanciu noto “Totoi Zanzu” di 35 anni e Giovanni Serafino Porcu noto “Serafinu Brocco” di 68 anni.
I due uomini perirono mentre tentavano di prestare soccorso agli animali delle campagne e cercare di limitare i danni da una devastazione annunciata.
In loro onore non si è mai tenuta una cerimonia ufficiale, ma oggi, a distanza di 60 anni, un commosso omaggio del sindaco (di cui Sanciu era zio, mentre Porcu appartiene alla famiglia della moglie) vuole ricordare queste due figure di eroi di casa nostra.
«Quel giorno – scrive il sindaco Giovanni Antonio Satta – rimane una profonda ferita, marchiata a fuoco nella nostra memoria. Nessuno seppe mai con certezza quali fossero state le cause, ma come spesso accade si ebbe il sospetto che il rogo fosse di natura dolosa. Totoi e Serafinu - racconta il sindaco Satta - ne furono le vittime: il primo mentre cercava di mettere in salvo il gregge di un conoscente che pascolava le pecore in località Sa Banziga, il secondo nell’intento di mettere in salvo le mucche a pascolo nei terreni di S’ Olteri, dove accerchiato dalle fiamme cadde a terra esausto».
Storie che, come dice ancora il primo cittadino, sono «simbolo della morte e della devastazione che un incendio può cagionare, e che – prosegue – bisogna ricordare perché, ne sono convinto, il dolore provocato dagli incendi debba servire come monito per quanti imperterriti continuano a seminare terrore e devastazione bruciando il futuro della nostra terra». (b.m.)
I due uomini perirono mentre tentavano di prestare soccorso agli animali delle campagne e cercare di limitare i danni da una devastazione annunciata.
In loro onore non si è mai tenuta una cerimonia ufficiale, ma oggi, a distanza di 60 anni, un commosso omaggio del sindaco (di cui Sanciu era zio, mentre Porcu appartiene alla famiglia della moglie) vuole ricordare queste due figure di eroi di casa nostra.
«Quel giorno – scrive il sindaco Giovanni Antonio Satta – rimane una profonda ferita, marchiata a fuoco nella nostra memoria. Nessuno seppe mai con certezza quali fossero state le cause, ma come spesso accade si ebbe il sospetto che il rogo fosse di natura dolosa. Totoi e Serafinu - racconta il sindaco Satta - ne furono le vittime: il primo mentre cercava di mettere in salvo il gregge di un conoscente che pascolava le pecore in località Sa Banziga, il secondo nell’intento di mettere in salvo le mucche a pascolo nei terreni di S’ Olteri, dove accerchiato dalle fiamme cadde a terra esausto».
Storie che, come dice ancora il primo cittadino, sono «simbolo della morte e della devastazione che un incendio può cagionare, e che – prosegue – bisogna ricordare perché, ne sono convinto, il dolore provocato dagli incendi debba servire come monito per quanti imperterriti continuano a seminare terrore e devastazione bruciando il futuro della nostra terra». (b.m.)
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