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Sassari

Si lancia nel vuoto, muore un 23enne

di Nadia Cossu
Si lancia nel vuoto, muore un 23enne

Il dramma ieri mattina alle 7. I comitati di cittadini: il Comune rivaluti subito il progetto di innalzamento delle barriere

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SASSARI. È successo come tutte le altre volte. Un istante, un gesto improvviso e rapido per decidere di lasciarsi definitivamente alle spalle la vita.

Il giovane di 23 anni che alle 7 del mattino di ieri è morto dopo essersi gettato dal ponte Rosello deve aver pensato – sbagliando – che quello era il modo più facile per superare il dolore che evidentemente lo affliggeva da tempo. Ed è molto triste constatare che a 23 anni si possa esser convinti che un problema – per quanto grande e insopportabile – sia impossibile da risolvere e, quindi, tanto vale farla finita. I sogni e i progetti di un ragazzo di quell’età dovrebbero essere ben altri. Persino le paure dovrebbero essere diverse.

Un uomo che camminava poco distante dietro di lui ha raccontato di aver visto il giovane scavalcare la balaustra del ponte e volare giù. Un istante, appunto. Il ragazzo non è morto subito, quando i soccorritori del 118 sono arrivati giù, a pochi passi dalla fontana, respirava ancora, hanno provato a rianimarlo a lungo ma non c’è stato niente da fare. Era un ragazzo brillante, con un diploma al liceo Spano, la passione per lo sport e per il basket in particolare, figlio di una coppia di immigrati commercianti arrivata in città più di vent’anni fa e che si era perfettamente integrata. Come lui, del resto, che a Sassari ci era anche nato.

E così, a distanza di pochissimi mesi dall’ultima tragedia, la città deve fare i conti con l’ennesima vittima suicida nel ponte Rosello. Non sono bastate le mobilitazioni, non sono bastati gli impegni degli amministratori e nemmeno gli inviti degli esperti che ogni qualvolta si verificano queste morti lanciano un importante messaggio: «Parlate, non tenete dentro la sofferenza».

E, ancora una volta, si scatena la rabbia tra i cittadini e i comitati nati in questi anni per chiedere al Comune un intervento concreto. Ossia: deliberare l’innalzamento della barriera di ferro e avviare l’iter per l’affidamento dei lavori. «Non c’è più tempo da perdere», sollecitano ora.

Lo scorso maggio – quando a gettarsi dal ponte era stata una donna che due persone avevano anche disperatamente cercato di salvare – il Comune non ha escluso di rivalutare un progetto che quattro anni fa era stato presentato alla vecchia amministrazione e che aveva trovato il parere favorevole del sindaco di allora Gianfranco Ganau. Il progetto era stato realizzato dal geometra Igor Cassano e doveva essere sottoposto alla Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali di Sassari e Nuoro. Di quel proposito, però, non si è saputo più nulla.

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