EuPuru, soldi e progetti per far rinascere la città
di Giovanni Bua
È pronto a spiccare il volo il sito di crowdfunding civico fondato da due sassaresi Dentro la piattaforma di “autogoverno” il Comune e la Fondazione di Sardegna
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SASSARI. Crowdfunding civico e policy design, e-democracy e bilancio partecipativo, generatori di idee e deliberatorium. O, per dirla in parole nostre “Eu Puru”, pure io.
Crowdfunding. È pronta a spiccare il volo la creatura di Stefano Sotgiu e Cristiana Serra, la piattaforma varata a maggio e pensata per permettere di partecipare attivamente alla gestione della città. Giusto pochi giorni fa la giunta comunale ha deliberato la sua partecipazione al partenariato, con lo stanziamento di 2500 euro. Ultima tessera di un puzzle messo in piedi grazie all’appoggio finanziario della Fondazione di Sardegna in collaborazione con il Consorzio interuniversitario europeo Empatia, specializzato nella progettazione di politiche pubbliche partecipate.
L’idea. E di questo EuPuru si occupa. A spiegarlo Stefano Sotgiu, 48 anni, da 20 policy designer, che insieme a Cristiana Serra, consulente in comunicazione pubblica, con la loro associazione Civica di Sassari hanno creato l’innovativa piattaforma. L’idea è articolata quanto lineare. E viene da lontano: «Cercavamo uno strumento – spiega Sotgiu – innovativo ma sopratutto efficace per permettere ai cittadini di partecipare alla gestione della cosa pubblica, e allo stesso tempo per dare modo alle amministrazioni di aprire realmente le proprie politiche al contributo della gente. Volevamo usare la forza della rete senza cadere nella spirale impersonale e in gran parte distruttiva dei social, rifarci alle esperienze di democrazia elettronica senza gli evidenti limiti delle piattaforme di partito. Consentire un dibattito il più largo possibile ancorandolo però al reale e non relegandolo solo al virtuale. E sopratutto implementare la possibilità di autofinanziamento o cofinanziamento dei progetti, già rodatissimo in molte parti del mondo ma da noi di fatto ancora sconosciuto».
Il sito. Il risultato, messo in rete da Eclent, società Ict sassarese responsabile dello sviluppo web, e abbellito dalla grafica essenziale ma molto evocativa di Eloe del sassarese Andrea Meloni, è una piattaforma articolata in “stanze”: EuBook, il “social” dei cittadini attivi e partecipanti, moderato grazie all’innovativo Deliberatorium: un software sviluppato dal Mit di Boston pensato per incanalare le discussioni in modalità propositive e arginare le deviazioni tematiche. e facilitato da esperti per una discussione costruttiva.
Partecipato. Poi c’è EuCity dove ci si potrà informarsi, votare e sostenere i progetti proposti nell’ambito del bilancio partecipativo delle amministrazioni comunali. Si continua con EuFund in cui si possono proporre progetti e donare per realizzarli, attraverso il cosiddetto crowdfunding civico in modo sicuro e tracciabile. E infine EuSchool rivolto alle scuole per progettare miglioramenti e raccogliere donazioni, che ha già coinvolto 8 istituti con capofila il X Circolo di via Gorizia.
Laboratori. Un gioiellino virtuale che però vuole tenere i piedi ben piantata nel reale. «L’inizio di tutto è il progetto – spiega Sotgiu – da elaborare, discutere il laboratori tematici, incontri con i cittadini, da esaminare con i nostri facilitatori. Da far vedere, diffondere. Poi arriva la piattaforma, moderata, composta di pubblico attivo, verificato. Dove di parla di cose che interessano realmente. Grandi, piccole, piccolissime».
Niente tuttologi, insomma, e leoni da tastiera. Ma cittadini interessati a dire la loro, a finanziare quel che ritengono utile, a incanalare parte della spesa pubblica, con si è preso l’impegno di riservare una parte dei fondi disponibili nel bilancio per metterlo di volta in volta a disposizione dei cittadini per decidere assieme come utilizzarli.
L’ambizione. Il tutto senza nessuna coloritura politica, e con tanta ambizione. «Partiamo da Sassari, perché è la nostra città – chiude Sotgiu – ma anche per il suo ruolo guida nel territorio. Ingrandirci all’area vasta e alla provincia e la nostra vocazione naturale. E siamo già in contatto con altri Comuni. Ma l’idea è abbracciare tutta la regione. E poi entrare a far parte della nascente e sempre più solida rete nazionale ed europea». Il dado è tratto, e dopo i primi progetti pilota messi in rete e già in parte finanziati, da settembre la piattaforma inizierà a lavorare a pieno regime. Con l’importante appuntamento del salone dell’innovazione Sinnova a Cagliari già in calendario per ottobre.
Crowdfunding. È pronta a spiccare il volo la creatura di Stefano Sotgiu e Cristiana Serra, la piattaforma varata a maggio e pensata per permettere di partecipare attivamente alla gestione della città. Giusto pochi giorni fa la giunta comunale ha deliberato la sua partecipazione al partenariato, con lo stanziamento di 2500 euro. Ultima tessera di un puzzle messo in piedi grazie all’appoggio finanziario della Fondazione di Sardegna in collaborazione con il Consorzio interuniversitario europeo Empatia, specializzato nella progettazione di politiche pubbliche partecipate.
L’idea. E di questo EuPuru si occupa. A spiegarlo Stefano Sotgiu, 48 anni, da 20 policy designer, che insieme a Cristiana Serra, consulente in comunicazione pubblica, con la loro associazione Civica di Sassari hanno creato l’innovativa piattaforma. L’idea è articolata quanto lineare. E viene da lontano: «Cercavamo uno strumento – spiega Sotgiu – innovativo ma sopratutto efficace per permettere ai cittadini di partecipare alla gestione della cosa pubblica, e allo stesso tempo per dare modo alle amministrazioni di aprire realmente le proprie politiche al contributo della gente. Volevamo usare la forza della rete senza cadere nella spirale impersonale e in gran parte distruttiva dei social, rifarci alle esperienze di democrazia elettronica senza gli evidenti limiti delle piattaforme di partito. Consentire un dibattito il più largo possibile ancorandolo però al reale e non relegandolo solo al virtuale. E sopratutto implementare la possibilità di autofinanziamento o cofinanziamento dei progetti, già rodatissimo in molte parti del mondo ma da noi di fatto ancora sconosciuto».
Il sito. Il risultato, messo in rete da Eclent, società Ict sassarese responsabile dello sviluppo web, e abbellito dalla grafica essenziale ma molto evocativa di Eloe del sassarese Andrea Meloni, è una piattaforma articolata in “stanze”: EuBook, il “social” dei cittadini attivi e partecipanti, moderato grazie all’innovativo Deliberatorium: un software sviluppato dal Mit di Boston pensato per incanalare le discussioni in modalità propositive e arginare le deviazioni tematiche. e facilitato da esperti per una discussione costruttiva.
Partecipato. Poi c’è EuCity dove ci si potrà informarsi, votare e sostenere i progetti proposti nell’ambito del bilancio partecipativo delle amministrazioni comunali. Si continua con EuFund in cui si possono proporre progetti e donare per realizzarli, attraverso il cosiddetto crowdfunding civico in modo sicuro e tracciabile. E infine EuSchool rivolto alle scuole per progettare miglioramenti e raccogliere donazioni, che ha già coinvolto 8 istituti con capofila il X Circolo di via Gorizia.
Laboratori. Un gioiellino virtuale che però vuole tenere i piedi ben piantata nel reale. «L’inizio di tutto è il progetto – spiega Sotgiu – da elaborare, discutere il laboratori tematici, incontri con i cittadini, da esaminare con i nostri facilitatori. Da far vedere, diffondere. Poi arriva la piattaforma, moderata, composta di pubblico attivo, verificato. Dove di parla di cose che interessano realmente. Grandi, piccole, piccolissime».
Niente tuttologi, insomma, e leoni da tastiera. Ma cittadini interessati a dire la loro, a finanziare quel che ritengono utile, a incanalare parte della spesa pubblica, con si è preso l’impegno di riservare una parte dei fondi disponibili nel bilancio per metterlo di volta in volta a disposizione dei cittadini per decidere assieme come utilizzarli.
L’ambizione. Il tutto senza nessuna coloritura politica, e con tanta ambizione. «Partiamo da Sassari, perché è la nostra città – chiude Sotgiu – ma anche per il suo ruolo guida nel territorio. Ingrandirci all’area vasta e alla provincia e la nostra vocazione naturale. E siamo già in contatto con altri Comuni. Ma l’idea è abbracciare tutta la regione. E poi entrare a far parte della nascente e sempre più solida rete nazionale ed europea». Il dado è tratto, e dopo i primi progetti pilota messi in rete e già in parte finanziati, da settembre la piattaforma inizierà a lavorare a pieno regime. Con l’importante appuntamento del salone dell’innovazione Sinnova a Cagliari già in calendario per ottobre.
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