Un “circuito” indigesto al centro di enormi polemiche
SASSARI. Sotto (o per nulla) utilizzate. Mal progettate, ancora peggio eseguite. Punitive per i commercianti, per gli automobilisti, per chi cerca posteggio, ostacolo per le autoambulanze e i mezzi...
SASSARI. Sotto (o per nulla) utilizzate. Mal progettate, ancora peggio eseguite. Punitive per i commercianti, per gli automobilisti, per chi cerca posteggio, ostacolo per le autoambulanze e i mezzi di soccorso. Oggetto di scherno anche per il colore scelto per pitturarne alcune (il famoso indaco). Inutili per i pochissimi ciclisti, che per nulla interessati a far slalom tra pedoni e auto in sosta selvaggia preferiscono continuare a usare la strada
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Le piste ciclabili cittadine sono sicuramente stati uno degli atti peggio digeriti dell’amministrazione Sanna (il progetto in realtà, anche se in parte modificato, affonda le sue radici nelle giunte precedenti). Con i cittadini che più volte sono scesi in piazza per chiederne il blocco, e poi la rimozione. Gli oppositori politici che brandiscono la loro pesante “rivisitazione” come una delle promesse più attraenti della prossima campagna elettorale. E parti della stessa maggioranza che, in piena crisi, sembravano aver messo sul tavolo pesanti cambiamenti di tracciato e rimozione di cordoli (particolarmente indigesti quelli in via Diaz) nelle trattative per la ricomposizione del quadro politico cittadino.
Critiche a cui il sindaco, e parte della sua giunta, hanno sempre risposto a muso duro: «Si va avanti, il cambiamento è culturale e necessita tempo. Le piste ciclabili sono il presente e il futuro della mobilità e un bene per la nostra città». Cambiamento culturale che sicuramente ha bisogno di ruote per marciare, visto l’indole (complice i saliscendi cittadini) non particolarmente “ciclistica” dei sassaresi. Da qui l’idea di rilanciare, coinvolgendo scuole, ragazzi, famiglie e lavoratori e dando sostanza a circuiti desolatamente vuoti. Sperando che il progetto, per ora indigesto e appassito, fiorisca per davvero.
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