Fotovoltaico, il progetto interessa a pochi
Scarsa affluenza di pubblico all’incontro in sala Canu per l’illustrazione della proposta di Eni
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PORTO TORRES. Scarsa affluenza di pubblico lunedì pomeriggio nella sala Filippo Canu ad assistere alla presentazione pubblica del progetto del fotovoltaico da parte Eni. Erano presenti tecnici e rappresentanti della multinazionale e funzionari del servizio Savi della Regione. In sala anche il sindaco Sean Wheeler – assieme a due assessori della sua giunta (mancava quella con delega all’Ambiente) e qualche consigliere comunale – ovvero l’unico rappresentante di quella Rete Metropolitana del Nord Sardegna che nei mesi scorsi aveva espresso un no all’installazione del fotovoltaico soprattutto nell’area di fronte al mare, dove sono stati già previsti e condivisi progetti elaborati dal Cip di Sassari. La dirigenza Eni, però, nell’illustrazione della proposta del fotovoltaico ha dichiarato che allo stato attuale non esiste alcun progetto di altri soggetti presentato negli stessi spazi ipotizzati. Anche l’intervento di Wheeler non ha chiarito questo aspetto controverso tra la Rete ed Eni e lo stesso sindaco si è limitato solamente a dire di essere favorevole alle energie rinnovabili. Il “Progetto Italia” di Eni è suddiviso in due sezioni di 17 Mwp e di 14 Mwp da realizzarsi in 1 anno, su un terreno di 60 ettari, in due fasi temporalmente distinte. Il 70 percento dell’energia prodotta verrà utilizzata per il fabbisogno interno e il restante 30 percento verrà rilanciato nella rete. Questa scelta comporterà la chiusura definitiva della centrale 2 alimentata ad olio combustibile Fok e in deroga da diverso tempo. Dopo l’illustrazione, dal pubblico sono arrivate proposte ma anche preoccupazione per la componente occupazionale. Ossia 100 posti di lavoro durante la fase di costruzione e un impiego residuale di occupati per la fase relativa alle manutenzioni. L’ex assessore all’Ambiente Gavino Gaspa, da operatore di energia rinnovabile, ha proposto di realizzare un dissalatore nell’area industriale per sopperire alla preoccupante crisi idrica: con la tecnica ad “osmosi inversa” che utilizzerebbe l’energia in eccesso prodotta sia dall’impianto fotovoltaico che dai futuri impianti eolici previsti da Eni. (g.m.)
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