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Sassari

Sassari, regala soldi a impiegati Inps: indagata

di Nadia Cossu
Il palazzo di giustizia di Sassari
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Il palazzo di giustizia di Sassari

Una neo pensionata consegna due buste agli ignari dipendenti e si allontana. Ora è accusata di tentata corruzione

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SASSARI. Un gesto decisamente incauto che ha causato un vero pasticcio. La donna che lo ha compiuto probabilmente voleva solo fare un dono a quei due impiegati che così diligentemente avevano seguito la sua pratica pensionistica. Un magistrato, però, si attiene alla legge. E il codice penale configura quella condotta come un reato. E infatti la pensionata, una sessantunenne del Sassarese, è stata iscritta (è un atto dovuto) nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di tentata corruzione. Questo consentirà agli inquirenti di avviare tutti gli accertamenti necessari per arrivare a far luce sull’intera vicenda.

La storia. Qualche giorno fa una signora elegante e col sorriso sulle labbra si presenta nel palazzo dell’Inps di Sassari, in via Rockefeller. Alla guardia giurata dice di dover salire per informazioni al secondo piano dell’edificio dove si trova lo sportello reparto prestazione fine servizio e previdenza complementare dei dipendenti della pubblica amministrazione. Una volta arrivata davanti all’ufficio chiede con una scusa ai due dipendenti di uscire dalla loro stanza e i due, anche se forse un po’ stupiti da questa richiesta, la assecondano. Raggiunto il corridoio la pensionata consegna loro due buste ben sigillate, una per ciascuno, li ringrazia per il lavoro che hanno fatto e poi si allontana.

La “sorpresa”. Quelle buste bianche ben chiuse insospettiscono subito i due impiegati e uno di loro decide di aprire la sua. Il contenuto gli fa sgranare gli occhi: all’interno ci sono soldi. Tante banconote. A quel punto non resta che provare a inseguire la signora che però, essendo già passato qualche minuto dalla consegna, ha già fatto in tempo a uscire dal palazzo. Nemmeno la guardia giurata è riuscita a bloccarla. Era troppo tardi.

La segnalazione. I due impiegati informano dell’accaduto il direttore dell’istituto di previdenza e immediatamente scatta la segnalazione alle forze dell’ordine che raccolgono la testimonianza dei due dipendenti e sequestrano le buste. Vengono contate le banconote e viene aperta anche la seconda busta, quella che era rimasta sigillata. All’interno di ciascuna ci sono cinquecento euro, quindi un totale di mille euro.

L’inchiesta. Come vuole la prassi in situazioni di questo tipo, tutto il materiale raccolto finisce negli uffici della Procura della Repubblica di Sassari che ha aperto un fascicolo e ha indagato la sessantunenne per l’ipotesi di reato di tentata corruzione.

Il reato. Ovviamente le indagini sono soltanto all’inizio e si tratta ora di capire come siano andate le cose. Anche se l’ipotesi più accreditata sembra essere proprio quella del comportamento ingenuo di una persona che mai avrebbe immaginato di finire nei guai, tanto meno di poterci far finire altre persone. Sembra che la pensionata si fosse recata in precedenza altre volte in quell’ufficio per chiedere informazioni e aggiornamenti sulla propria pratica e in particolare sulla tempistica relativa alla liquidazione. Ma in ogni caso non avrebbe mai ricevuto alcun favoritismo. I due impiegati si sono sempre comportati al meglio, nel pieno rispetto delle regole.

Ed è per questo che prende sempre più piede la possibilità che la signora sia stata mossa da un sentimento di gratitudine. Potrebbe aver pensato che proprio la serietà con la quale i due dipendenti avevano seguito la sua pratica meritasse un riconoscimento. E, una volta ricevuta la liquidazione, potrebbe aver pensato di ripagarli in quel modo, ossia donando loro dei soldi. Poi quando i due si sono resi conto di cosa contenessero le buste si sono a dir poco allarmati e hanno raccontato subito l’accaduto. Tutto il resto sono atti dovuti che hanno come obiettivo proprio quello di evitare equivoci e fare invece chiarezza. Ed è quanto sta facendo la magistratura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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