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Sul futuro di Sacro Cuore la parola tocca ai residenti

Sul futuro di Sacro Cuore la parola tocca ai residenti

Oggi incontro pubblico al Masedu per discutere il piano particolareggiato La pratica è stata approvata in Consiglio ed è ora aperta alle osservazioni

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SASSARI. Costruire insieme il futuro del Sacro Cuore. Questo il tentativo che l’amministrazione comunale mette in campo con un incontro pubblico organizzato per lunedì pomeriggio.

L’adozione preliminare del piano particolareggiato per il quartiere Sacro Cuore è stata votata ad agosto dal Consiglio comunale e ora, come prevede la normativa, la cittadinanza può presentare le sue osservazioni. Per questo l’amministrazione comunale ha organizzato l’incontro con la cittadinanza al Masedu, con ingresso da via Piga, in programma questo pomeriggio, con inizio alle 18.

Il sindaco Nicola Sanna, l’assessore alla Pianificazione territoriale Alessandro Boiano, il dirigente e i tecnici del settore competente e il progettista Giovanni Marras esporranno i punti principali dello strumento per poi aprire il dibattito e ascoltare le proposte di chi vive il quartiere tutti i giorni.

«Il 3 agosto il piano è passato all’unanimità in Consiglio comunale – spiega l’assessore Alessandro Boiano che presentò all’assemblea civica la proposta come suo primo atto da neo componente della Giunta -. Si tratta di uno strumento che si pone come obiettivo principale la sostenibilità urbana e ambientale del quartiere attraverso la rigenerazione paesaggistica ed energetica del patrimonio edilizio privato, attraverso la riqualificazione della città pubblica e dei servizi alla comunità. Ora è importante spiegare alla cittadinanza il valore del piano particolareggiato, che indica gli interventi edilizi e le modalità per valorizzare e migliorare il quartiere, gli immobili che lo compongono nel rispetto del valore storico e architettonico che lo connota e gli spazi pubblici».

La zona del Sacro Cuore ha una grande importanza storico-architettonica ed è uno dei primi esempi di edilizia sociale cittadina realizzato tra la seconda metà degli anni 30 e i primi anni 50.

Il piano particolareggiato, una complessa pratica urbanistica che, dopo due passaggi nella commissione presieduta da Lello Panu e una serie di approfondimenti con l’assistenza dei tecnici di Palazzo Ducale, è stato approvato in consiglio, mira a conservare l’impianto urbano originario e allo stesso tempo a promuovere interventi integrati di riqualificazione, con la sostituzione di parti incongrue, l’ottimizzazione degli spazi pubblici e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Detta le linee guida per l’inserimento di sistemi ecocompatibili per l’efficientamento energetico, il recupero dei fabbricati ela realizzazione di un edificio di edilizia residenziale pubblica.

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