Scuola di polizia, il Consap non si arrende e rilancia
di Barbara Mastino
Burgos, il sindacato chiede al territorio di mobilitarsi contro la chiusura C’è tempo fino al 31 dicembre: un appello al Ministero e alla Regione
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BURGOS. Non si arrende il sindacato di polizia Consap alla decisione del ministero dell’Interno di chiudere, dal primo gennaio del prossimo anno, la scuola di Polizia a Cavallo di Burgos. Per scongiurare tale chiusura è scesa in campo la segreteria nazionale del sindacato, che fa proprie le critiche della segreteria provinciale e parla della decisione come di un «provvedimento pregiudizievole per la comunità e per i colleghi che vi prestano servizio». La Scuola interforze di Burgos impiega non solo personale della Polizia di Stato, diciannove unità, ma anche agenti della Polizia Penitenziaria, una decina circa, e soprattutto rappresenta un presidio importante in un territorio “difficile” come il Goceano. La sua creazione avvenne a seguito di una serie di episodi di inusitata violenza accaduti nel territorio: episodi lontani nel tempo, per fortuna, ma la cui assenza non fa certo venir meno la necessità di mantenere in vita un presidio che non solo rappresenta lo Stato nel territorio ma che è strettamente legato a una delle risorse fondamentali del territorio stesso: il cavallo, che nel Goceano come nel Logudoro - e come nell’intera Sardegna - è un elemento imprescindibile dell’economia agropastorale. E tutto ciò avviene in un luogo, l’area di Foresta Burgos, che costituisce un’oasi naturale di incredibile ricchezza e bellezza. La confederazione sindacale autonoma Consap pertanto non si arrende, ma chiede anche di non essere lasciata sola in questa battaglia e invoca la mobilitazione delle forze politiche e istituzionali del territorio, che a suo dire «a parte i proclami poco o nulla hanno fatto per difendere questo e gli altri presidi delle forze dell’ordine nel territorio e nella Sardegna intera». Sono parole del segretario provinciale della Consap Massimiliano Pala, che a corollario della nota della segreteria nazionale ricorda come solo il sindacato si sia effettivamente mobilitato per difendere il presidio di Polizia a Cavallo di Burgos. «Mesi fa – dice Pala – è stata presentata al consiglio regionale, firmata da diversi consiglieri, un’interrogazione nella quale si chiedeva una decisa presa di posizione della Regione contro la chiusura della Scuola di Polizia a Cavallo di Burgos, ma a distanza di tanto tempo il documento non è stato mai discusso né tantomeno è arrivata l’auspicata presa di posizione da parte della giunta e della presidenza. Ci auguriamo – dice Pala – che la Regione si faccia portavoce delle richieste di un territorio che vuole che il presidio venga mantenuto». Dal canto suo, il sindacato ribadisce le critiche già comunicate al ministero nel parere - peraltro non vincolante - da esso richiesto ai sindacati stessi, ma ribadisce la sua preoccupazione perché proprio in questi giorni si sta dando il via, pur con largo anticipo, alla smobilitazione della scuola con lo spostamento di risorse umane e attrezzature. «Ma non ci arrendiamo – dice ancora Pala – e continueremo a lottare affinché il ministero si renda conto che un presidio così importante non può essere tolto al territorio del Goceano e alla Sardegna intera».
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