La Nuova Sardegna

Sassari

A Ittiri cacciatori contro il no alla cattura di pernici

di Vincenzo Masia

L’associazione venatoria “Orione” prende posizione contro la Regione Il divieto riguarda anche la lepre nelle giornate del 24 settembre e 24 ottobre

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ITTIRI. Acque agitate nel mondo venatorio sardo per le restrizioni previste nel calendario venatorio regionale per l’annata 2017/2018. L’associazione venatoria sarda “Orione”, alla luce degli ultimi avvenimenti ha riunito, sotto la presidenza del segretario generale Pietro Dore, in data 19 settembre, il direttivo dell’associazione, per esaminare la situazione dell’associazionismo venatorio sardo alla luce della decisione del Tribunale amministrativo Regionale, del 14/09/2017, che sospende il prelievo venatorio della pernice e della lepre nelle giornate del 24 settembre e del 24 ottobre.

«L’Associazione Venatoria Sarda “Orione” - si legge in un documento a firma del segretario regionale - ritiene molto grave, sopratutto nel merito, l’impugnativa introdotta. Il calendario venatorio in atto, in relazione al prelievo della pernice e della lepre, è frutto di una grande maturità dell’associazionismo venatorio che, da alcuni anni, si è attivato, con senso di responsabilità, sul delicato problema della selvaggina nobile stanziale. Detto calendario ne è la prova più evidente, tenuto conto del numero ristretto di ore e delle quantità minime e prudenziali di selvatici prelevabili. Un sistema che salvaguarda specie dalla riduzione delle presenze nella nostra isola. Colpisce dunque - prosegue il documento - la mancata presa di posizione dell’istituzione competente su una decisione amministrativa, sostanzialmente immotivata. L’associazione si augura – conclude la nota – che simili fatti non finiscano per danneggiare profondamente e rendere vulnerabile la maturità raggiunta dalla maggioranza dei cacciatori nel valutare il valore aggiunto, in Sardegna, della presenza della pernice e della lepre. “Orione” si augura che il competente assessorato regionale, quello all’Ambiente, voglia sanare una situazione che, dai cacciatori, è vissuta come un torto per l’intera categoria».

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