La Nuova Sardegna

Sassari

Quattro milioni per proteggere Platamona e la foce del Coghinas

di Salvatore Santoni
Quattro milioni per proteggere Platamona e la foce del Coghinas

I Comuni di Sorso e Valledoria hanno presentato all’Ue il progetto predisposto dalla coop Andalas Previsti interventi di tutela per l’avifauna dello stagno e per il recupero delle aree degradate

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SORSO. Oltre quattro milioni di euro per salvaguardare la biodiversità delle zone umide dello stagno di Platamona e delle foci del Coghinas. È questa la richiesta fatta alla Ue attraverso un progetto di riqualificazione che prevede di portare i due siti di interesse comunitario tra quelli a protezione speciale (Zps). Il progetto, studiato sulla linea di finanziamenti Life natura, vede capofila il Comune di Sorso, affiancato dal consorzio di coop Andalas de amistade, dal Comune di Valledoria, dai dipartimenti Scienze economiche e Scienze della natura dell’università di Sassari, dall’Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del Territorio e dell’ambiente della Sardegna e dalla Lipu. La proposta progettuale, curata dall’esperto Ivo Manca, è stata intitolata Conserving and managing wetlands of the North Sardinia (Conservazione e gestione delle aree umide del Nord Sardegna). Il carteggio è stato presentato il 14 settembre e prevede un grosso investimento che per buona parte - se verrà selezionato - sarà finanziato direttamente dalla Ue. Il progetto è infatti inserito nella priorità tematica dei Life natura e, più in particolare, mira alle azioni di conservazione delle specie di uccelli e degli habitat. Il punto di arrivo della proposta è migliorare la tutela dei due siti di interesse comunitario del Nord dell’isola, lo stagno e ginepreto di Platamona e le foci del Coghinas. Per tagliare il traguardo sono necessarie una serie di azioni connesse alla protezione diretta delle specie animali contro disturbi; la loro conservazione e gestione; la tutela di habitat faunistici e la lotta contro le specie alloctone invasive. Inoltre, gli obiettivi specifici sono puntati a migliorare l’utilizzo delle risorse naturali e l’uso sostenibile del suolo, i livelli di biodiversità e la resilienza ai cambiamenti climatici. Parte del lavoro riguarderà anche la comunicazione, e quindi la sensibilizzazione sugli scopi del progetto. Se calato nella specificità del territorio, il progetto è mirato a un generale miglioramento della qualità delle due zone umide. E quindi ci sarà spazio per migliorare le condizioni ecologiche dei siti, recuperando le aree degradate e - purtroppo - spesso oggetto di sversamento di rifiuti. Ulteriori azioni sono previste per migliorare la gestione antincendio e la gestione del territorio dal punto di vista del controllo idrogeologico. «Questa esperienza di progettazione rappresenta un nuovo e concreto tentativo di dare slancio a questi due patrimoni ambientali - commenta la presidente di Andalas de amistade, Iside Stevanin - dove troveranno spazio gli inserimenti socio lavorativi delle persone più fragili». Oltre al progetto Life natura, Andalas de amistade e il Comune di Sorso hanno da poco messo a punto un altro progetto per partecipare al bando regionale rivolto alla realizzazione di azioni di tutela ambientale.

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