Bellezza e ricerca, filler e creme senza segreti nello skinlab dell’università di Sassari
di Paoletta Farina
Il professor Alessio Pirino ha creato un centro di studio sulla medicina estetica. Ai raggi X i prodotti più utilizzati per ringiovanire. Master di specializzazione
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SASSARI. Filler all’acido ialuronico, iniezioni di botulino e silicone. Parole magiche per molte donne che si affidano a questo tipo di trattamenti estetici per cercare di evitare i segni dell’invecchiamento sul viso e non solo. Perché anche dopo gli “anta” vogliono sentirsi belle e appagate dal loro aspetto. Ma danno sicurezza e sono immuni da rischi i prodotti utilizzati negli interventi? Senza contare poi che occorrono professionisti seri a cui affidarsi, per evitare che, ad esempio, il tanto sognato ritocco per avere labbra turgide e carnose, abbia un risultato ridicolo e non quello auspicato di un miglioramento dell’aspetto.
Agli interrogativi che pongono questi due argomenti sta dando risposte il Crismenc, il Centro di ricerca in medicina estetica, nutraceutica e cosmetologia dell’Università e il master collegato che offre un titolo accademico. Ad avere l’intuizione di approfondire gli studi sui farmaci, naturali e non, utilizzati per la bellezza delle donne (ma anche degli uomini che sempre più numerosi stanno apprezzando “i ritocchini”) è stato il professor Alessio Pirino. Docente di anatomia nel dipartimento di Scienze biomediche, specialista in allergologia e immunologia e con un master, appunto, in medicina estetica conseguito nell’Università di Parma, ha introdotto a sua volta un corso anche nell’ateneo turritano per formare specialisti della materia, e che è unico in Sardegna e uno dei pochi esistenti in Italia. Da un anno lo stanno frequentando venti medici, a loro volta specialisti in altre materie ma incuriositi e interessati a questo approfondimento. A breve verrà pubblicato dall’Università il nuovo bando per il prossimo corso.
Nello skinlab (laboratorio della pelle) allestito nella clinica universitaria di Anatomia, Alessio Pirino testa e certifica la validità di cosmetici, farmaci e quant’altro viene usato in medicina estetica. Un team di cui fanno parte il direttore del dipartimento Andrea Montella, Pasquale Bandiera Paolo Castiglia, Pierluigi Fiori, Margherita Maioli, Vittorio Mazzarello Paola Rappelli Pier Andrea Serra e Giorgio Maullu. Sono già stati allacciati rapporti con aziende italiane e straniere che vogliono avere un supporto scientifico nella produzione (tra cui una degli Stati Uniti), e c’è una collaborazione anche con il noto chirurgo plastico americano Brian Kinney, amato dalle star del cinema e del rock di Beverly Hills. Inoltre si lavora in accordo con le terme di Fordongianos.
«Quello della medicina estetica è un settore in piena espansione – afferma il professor Pirino –, perciò c’è esigenza di ricerca e formazione anche per tutelare il paziente. Inoltre rientra nella più vasta area della medicina del benessere, che anche l’Oms caldeggia. Se avere una ruga diventa un cruccio, perché non cercare una soluzione? Tutto però nel rispetto del rapporto rischio-beneficio, che al paziente deve essere sempre illustrato, così come occorre consigliarlo quando richiede interventi non necessari e magari controproducenti».
Tra i farmaci più testati ci sono i filler, che consentono di ridare tono e spianare le rughe d’espressione. «So di persone che acquistano su internet questi preparati e se le iniettano da sole – si stupisce Alessio Pirino –. Una pratica non certo corretta. Sui filler stiamo studiando come una sostanza chimica si leghi per rivitalizzare la pelle. Il silicone, ad esempio, non è più usato, mentre ora si predilige l’acido ialuronico e l’agarosio, uno zucchero tratto dalle alghe rosse». E poi si fa ricerca sulla nutraceutica, termine che combina nutrizione e farmaceutica, e che sfrutta i benefici derivanti dall’alimentazione per una cura naturale del corpo. «Anche in questo caso bisogna agire con giudizio e conoscenza. Mai abusare, ad esempio, di un antiossidante».
Per i test nello skinlab vengono utilizzati volontari. Inutile dire che non mancano mai...
Agli interrogativi che pongono questi due argomenti sta dando risposte il Crismenc, il Centro di ricerca in medicina estetica, nutraceutica e cosmetologia dell’Università e il master collegato che offre un titolo accademico. Ad avere l’intuizione di approfondire gli studi sui farmaci, naturali e non, utilizzati per la bellezza delle donne (ma anche degli uomini che sempre più numerosi stanno apprezzando “i ritocchini”) è stato il professor Alessio Pirino. Docente di anatomia nel dipartimento di Scienze biomediche, specialista in allergologia e immunologia e con un master, appunto, in medicina estetica conseguito nell’Università di Parma, ha introdotto a sua volta un corso anche nell’ateneo turritano per formare specialisti della materia, e che è unico in Sardegna e uno dei pochi esistenti in Italia. Da un anno lo stanno frequentando venti medici, a loro volta specialisti in altre materie ma incuriositi e interessati a questo approfondimento. A breve verrà pubblicato dall’Università il nuovo bando per il prossimo corso.
Nello skinlab (laboratorio della pelle) allestito nella clinica universitaria di Anatomia, Alessio Pirino testa e certifica la validità di cosmetici, farmaci e quant’altro viene usato in medicina estetica. Un team di cui fanno parte il direttore del dipartimento Andrea Montella, Pasquale Bandiera Paolo Castiglia, Pierluigi Fiori, Margherita Maioli, Vittorio Mazzarello Paola Rappelli Pier Andrea Serra e Giorgio Maullu. Sono già stati allacciati rapporti con aziende italiane e straniere che vogliono avere un supporto scientifico nella produzione (tra cui una degli Stati Uniti), e c’è una collaborazione anche con il noto chirurgo plastico americano Brian Kinney, amato dalle star del cinema e del rock di Beverly Hills. Inoltre si lavora in accordo con le terme di Fordongianos.
«Quello della medicina estetica è un settore in piena espansione – afferma il professor Pirino –, perciò c’è esigenza di ricerca e formazione anche per tutelare il paziente. Inoltre rientra nella più vasta area della medicina del benessere, che anche l’Oms caldeggia. Se avere una ruga diventa un cruccio, perché non cercare una soluzione? Tutto però nel rispetto del rapporto rischio-beneficio, che al paziente deve essere sempre illustrato, così come occorre consigliarlo quando richiede interventi non necessari e magari controproducenti».
Tra i farmaci più testati ci sono i filler, che consentono di ridare tono e spianare le rughe d’espressione. «So di persone che acquistano su internet questi preparati e se le iniettano da sole – si stupisce Alessio Pirino –. Una pratica non certo corretta. Sui filler stiamo studiando come una sostanza chimica si leghi per rivitalizzare la pelle. Il silicone, ad esempio, non è più usato, mentre ora si predilige l’acido ialuronico e l’agarosio, uno zucchero tratto dalle alghe rosse». E poi si fa ricerca sulla nutraceutica, termine che combina nutrizione e farmaceutica, e che sfrutta i benefici derivanti dall’alimentazione per una cura naturale del corpo. «Anche in questo caso bisogna agire con giudizio e conoscenza. Mai abusare, ad esempio, di un antiossidante».
Per i test nello skinlab vengono utilizzati volontari. Inutile dire che non mancano mai...
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