Gli operai Geosar nelle tende per il lavoro
In 25 proseguono la lotta nella piazza davanti al Comune per chiedere risposte sul loro futuro
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. Da gennaio 2017 i 25 operai della Geosar percepiscono meno di 800 euro al mese di Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) – quota che non permette alle famiglie di arrivare alla fine del mese – e da giovedì hanno deciso di manifestare in tenda sotto il palazzo comunale 24 ore su 24 in attesa di una risposta positiva e certa sulla loro ricollocazione lavorativa. Il loro sussidio di disoccupazione dovrebbe durare 2 anni, con detrazione del 3 per cento ogni mese, e viene considerato solo come contributo figurativo.
Dal 2006 gli operai erano a disposizione dell’amministrazione comunale per interventi di manutenzione e ristrutturazione in tutto il perimetro cittadino, compreso il Parco nazionale dell’Asinara, poi dalla delibera approvata a gennaio dalla giunta regionale sul parco Geominerario erano stati improvvisamente esclusi perché al Comune di Porto Torres difettano i cosiddetti requisiti di ammissibilità. «Per oltre un decennio abbiamo effettuato interventi di manutenzione in tutta la città e all’Asinara – ricorda uno dei lavoratori –, senza alcuna spesa per il Comune, e non pensavano assolutamente che il nostro percorso lavorativo fosse interrotto così brutalmente da un momento all’altro: noi continueremo comunque a rimanere davanti al Comune e in tenda in attesa che l’assessore regionale agli Affari generali, Filippo Spanu, dimostri con fatti concreti di volerci ricollocare». Da parte dell’amministrazione comunale c'è un impegno concreto a portare la vertenza in tutte le sedi opportune: «A partire dalla Rete metropolitana del Nord Sardegna – dice il sindaco Sean Wheeler – che in modo unitario chiederà alla Regione di prendersi le sue responsabilità e ricollocare tutti i lavoratori». (g.m.)
Dal 2006 gli operai erano a disposizione dell’amministrazione comunale per interventi di manutenzione e ristrutturazione in tutto il perimetro cittadino, compreso il Parco nazionale dell’Asinara, poi dalla delibera approvata a gennaio dalla giunta regionale sul parco Geominerario erano stati improvvisamente esclusi perché al Comune di Porto Torres difettano i cosiddetti requisiti di ammissibilità. «Per oltre un decennio abbiamo effettuato interventi di manutenzione in tutta la città e all’Asinara – ricorda uno dei lavoratori –, senza alcuna spesa per il Comune, e non pensavano assolutamente che il nostro percorso lavorativo fosse interrotto così brutalmente da un momento all’altro: noi continueremo comunque a rimanere davanti al Comune e in tenda in attesa che l’assessore regionale agli Affari generali, Filippo Spanu, dimostri con fatti concreti di volerci ricollocare». Da parte dell’amministrazione comunale c'è un impegno concreto a portare la vertenza in tutte le sedi opportune: «A partire dalla Rete metropolitana del Nord Sardegna – dice il sindaco Sean Wheeler – che in modo unitario chiederà alla Regione di prendersi le sue responsabilità e ricollocare tutti i lavoratori». (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google