I fanghi di dragaggio nascosti nel tendone
I rifiuti speciali provenienti dai fondali del porto “sigillati” da due anni in attesa di un possibile riciclo
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PORTO TORRES. Le migliaia di metri cubi di rifiuti classificati speciali derivanti dai fanghi di dragaggio provenienti dai fondali del porto – sistemati da circa due anni nel piazzale a pochi metri dalla banchina e sigillati ermeticamente da un telo in pvc – non sono stati ancora spostati dalla Port Authority. I rifiuti sono stati stoccati su un piazzale vicino alla caserma dei vigili del fuoco e in piena vista per i passeggeri che imbarcano e sbarcano dalle navi. A quanto pare quei fanghi dovrebbero andare a riempire i cassoni dell’Antemurale – opera portuale che aspetta da anni di essere realizzata all’imboccatura del porto commerciale – e qualcuno si auspica che vengano utilizzati anche per la costruzione del secondo lotto della darsena pescherecci. Sull’argomento dirigenti di Energie Per L’Italia e Italia Attiva - il coordinatore regionale Tore Piana e il referente locale Claudio Serra – pongono alcuni interrogativi ambientali: «Ci può essere rischio di percolato con danni all’ambiente marino? Come mai nessuno ha provveduto allo smaltimento? Se fosse stato un privato le autorità competenti in materia come si sarebbero comportate?». All’attenzione di Piana e Serra è emersa anche la situazione di degrado in cui versano moltissime aree portuali - in particolare quelle dell’area industriale - con spazi verdi completamente abbandonati, cantieri edili bloccati e aree sporche. «Attraccano quotidianamente le navi passeggeri e quell’area è il peggior biglietto da visita che la Sardegna possa offrire sia a chi sbarca e sia a chi imbarca: questi sono gli effetti palesi della scellerata riforma delle Autorità portuali che hanno accentrato a Cagliari il potere decisionale, ma una colpa va all’amministrazione comunale che nei momenti cruciali in cui a Roma si prendevano le decisioni non ha saputo difendere il proprio territorio». (g.m.)
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