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«Case popolari, i ritardi di sindaco e giunta»

«Case popolari, i ritardi di sindaco e giunta»

L’ex assessore Gaspa (Psd’Az) attacca Wheeler: gravi le responsabilità nella gestione della vicenda

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PORTO TORRES. «La responsabilità del rinvio alla prossima estate della consegna dei 49 alloggi a canone sostenibile sta tutta in capo al sindaco Wheeler e alla sua giunta: il bando è stato partorito con colpevole ritardo nell’aprile 2016, la commissione che ha esaminato le domande è stata nominata dal sindaco pentastellato e tutte le sconcezze procedurali che stanno avvelenando il clima tra i partecipanti al bando non sono altro che la conseguenza dell’assenza di vigilanza da parte dell’organo politico». Così l’ex assessore ai Lavori pubblici e dirigente nazionale del Psd’Az, Gavino Gaspa, che vuole fare chiarezza anche sull’iter progettuale delle case costruite in via Emanuela Loi: «Le strade d’accesso non potevano essere contemplate nel progetto iniziale, in quanto di stretta competenza del comune e quindi da realizzare con fondi del bilancio, così come gli adempimenti burocratici per certificazioni e allacci». Per l’amministrazione comunale di allora si trattava di un progetto straordinario, innovativo ed ecosostenibile secondo Gaspa, che ha permesso al Comune di portare a casa un contributo comunitario di 5 milioni euro e cofinanziare il progetto con un mutuo di 700 mila euro. «È mai possibile – chiede l’ex assessore – che nella giunta attuale siedano due assessori professionisti del mestiere (geometra e ingegnere) e che in due anni e mezzo non si siano mai accorti che per rendere abitabili quegli alloggi occorressero determinati lavori? È mai possibile che solo oggi ci si rende conto che per ultimare le opere e consegnare gli alloggi vanno reperiti oltre 120mila euro ed appaltati i lavori per le sistemazioni esterne?». Un interrogativo deL dirigente sardista che va di pari passo con i due anni e mezzo di mandato della maggioranza 5 Stelle, che ha approvato due ripartizioni di avanzi di amministrazione: quello dell’annualità 2015, dove c’erano a disposizione 1,7 milioni di euro e quello del 2016 per 1,3 milioni di euro.

«È più che evidente che se avessero seguito il problema come avrebbe meritato – conclude Gaspa –, recuperare 120mila euro sarebbe stato un gioco da ragazzi. Per regalare impianti fotovoltaici a famiglie con reddito fino a 100mila euro sono stati trovati 500mila euro negli avanzi di bilancio, mentre per ultimare le case di cittadini con difficoltà abitativa i 120mila euro, necessari per rendere vivibili gli alloggi a canone sostenibile, in due anni e mezzo non sono stati neanche cercati». (g.m.)

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