Migranti, M5S all’attacco «Nascosti i veri numeri»
Il consigliere comunale Maurilio Murru replica all’assessora Monica Spanedda «Ammette che le presenze sono il doppio. Perché hanno taciuto fino ad oggi?»
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SASSARI. Movimento 5 Stelle all’attacco sulla delicata partita legata all’ospitalità dei richiedenti asilo in città. A parlare il consigliere comunale Maurilio Murru, che replica all’invito «alla calma» dell’assessore ai Servizi Sociali Monica Spandedda, che, dopo aver sottolineato come le presenze fossero eccessive e da ripartire nel territorio, sottolineava come la fase emergenziale fosse da cnsiderarsi chiusa e si potesse passare a nuove e più puntuali politiche di integrazione.
«Candidamente – attacca Murru – i nostri amministratori affermano che i richiedenti asilo “caricati” su Sassari oggi sono 900, oltre il doppio rispetto ai 425 previsti dagli accordi. E su questo aspetto chi doveva vigilare? Come mai fino ai recenti fatti accaduti al Pime, nessuno aveva fatto notare questo squilibrio? Come mai vigeva l’assoluto silenzio? Di chi sono le responsabilità? Possibile che in città tutti si erano accorti di un costante incremento delle presenze e gli amministratori no? Possibile che un Sindaco e la struttura fossero all’oscuro di questo?».
«La triste realtà – argomenta il consigliere comunale – e che finché tutto andava bene era meglio stare zitti, così il comune incassa i bonus e il business dell’immigrazione fioriva in città alla faccia dell’integrazione, dell’accoglienza, della cultura e di tutte quelle belle cose che adesso si raccontano per dimostrare l’efficienza di una macchina che viaggiava ad occhi bendati. E adesso dobbiamo correre ai ripari? Adesso?»
«Non ci stiamo a questi giochi – continua Murru – non ci stiamo alle richiesta di aiuto tardive, venute fuori solo per l’evidente incapacità e per l’avere sottovalutato ampiamente il fenomeno che stava sotto gli occhi di tutti. Qui non si tratta di beneficenza, se ci sono il doppio degli aventi diritto, significa che sono circolati il doppio dei denari previsti e che qualcuno pur sapendo ha taciuto. Proprio perché si tratta di un fenomeno epocale va gestito opportunamente, con attenzioni diverse dal resto, con sensibilità, con generosità, ma anche con l’impegno e l’attenzione che un avvenimento di questa natura deve avere e non con l’approssimazione che questa amministrazione ha dimostrato. Si certo facciamo tutti il nostro, ma che almeno chi amministra faccia il proprio dovere». «Per intenderci nessuno sta demonizzando queste persone che fuggono da guerre e persecuzioni, ma semplicemente chiedendo il loro rispetto. Rispetto che non può partire dalla violazione degli accordi presi».
«Candidamente – attacca Murru – i nostri amministratori affermano che i richiedenti asilo “caricati” su Sassari oggi sono 900, oltre il doppio rispetto ai 425 previsti dagli accordi. E su questo aspetto chi doveva vigilare? Come mai fino ai recenti fatti accaduti al Pime, nessuno aveva fatto notare questo squilibrio? Come mai vigeva l’assoluto silenzio? Di chi sono le responsabilità? Possibile che in città tutti si erano accorti di un costante incremento delle presenze e gli amministratori no? Possibile che un Sindaco e la struttura fossero all’oscuro di questo?».
«La triste realtà – argomenta il consigliere comunale – e che finché tutto andava bene era meglio stare zitti, così il comune incassa i bonus e il business dell’immigrazione fioriva in città alla faccia dell’integrazione, dell’accoglienza, della cultura e di tutte quelle belle cose che adesso si raccontano per dimostrare l’efficienza di una macchina che viaggiava ad occhi bendati. E adesso dobbiamo correre ai ripari? Adesso?»
«Non ci stiamo a questi giochi – continua Murru – non ci stiamo alle richiesta di aiuto tardive, venute fuori solo per l’evidente incapacità e per l’avere sottovalutato ampiamente il fenomeno che stava sotto gli occhi di tutti. Qui non si tratta di beneficenza, se ci sono il doppio degli aventi diritto, significa che sono circolati il doppio dei denari previsti e che qualcuno pur sapendo ha taciuto. Proprio perché si tratta di un fenomeno epocale va gestito opportunamente, con attenzioni diverse dal resto, con sensibilità, con generosità, ma anche con l’impegno e l’attenzione che un avvenimento di questa natura deve avere e non con l’approssimazione che questa amministrazione ha dimostrato. Si certo facciamo tutti il nostro, ma che almeno chi amministra faccia il proprio dovere». «Per intenderci nessuno sta demonizzando queste persone che fuggono da guerre e persecuzioni, ma semplicemente chiedendo il loro rispetto. Rispetto che non può partire dalla violazione degli accordi presi».
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