La Nuova Sardegna

Sassari

Il porto commerciale in balìa di ladri e vandali

di Gavino Masia
Il porto commerciale in balìa di ladri e vandali

La razzia di reti e attrezzi da pesca fa infuriare i proprietari delle barche «Ci sono le telecamere ma non funzionano e di notte lo scalo è senza controllo»

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PORTO TORRES. Sta diventando una preoccupante consuetudine il furto di reti e attrezzi da pesca all’interno delle imbarcazioni ormeggiate nelle banchine del porto commerciale. Qualche giorno fa a essere preso di mira è stato ancora una volta il decano della piccola pesca, Antonio Salis, a cui hanno rubato una cesta di reti all’interno del pescaturismo “Cristina”. Oltre al valore economico di circa un migliaio di euro – che sommato alle scorse volte però si moltiplica – rimane il fatto che nelle ore notturne lo scalo vicino alla cinta urbana rimane senza controllo e, purtroppo, preda dei ladri che entrano dentro le barche a fare razzia di quello che trovano.

«Da anni mi chiedo di chi sia la competenza del controllo del nostro porto nelle ore notturne – lamenta Salis – e soprattutto vorrei conoscere l’opinione di Capitaneria di Porto e Autorità portuale in merito alle telecamere che ci sono (e che non funzionano) e a quelle che dovevano essere installate». Per i lavoratori del mare della piccola pesca, che fanno tanti sacrifici per mandare avanti le proprie famiglie, la situazione sta diventando ormai insostenibile e non sanno a che ente rivolgersi per tutelare i propri interessi dalle scorribande notturne. «Le telecamere che abbiamo di fronte alla nostra imbarcazione non sono mai state rimesse in funzione dai tempi in cui erano presenti le motovedette della Polizia penitenziaria – ricorda Salis – e questo fatto deve veramente far riflettere l’ente che ci dovrebbe tutelare e che invece non fa niente per ripristinare il telecontrollo».

Il pescatore derubato ha deciso che in questi giorni denuncerà l’ennesimo furto alla Capitaneria e ai carabinieri, chiedendo soprattutto ai primi che cosa si deve fare perché una imbarcazione ormeggiata nel porto commerciale possa essere al sicuro dopo che i proprietari ritornano a casa. Un antidoto efficace, insomma, per non avere l’amara sorpresa, come sta purtroppo avvenendo di continuo, della sparizione di reti e attrezzi da pesca. L’unica presenza delle forze dell’ordine all’interno dello scalo marittimo, nelle ore serali, è quella dei carabinieri che attraverso una pattuglia garantiscono la sicurezza durante l’imbarco dei passeggeri sulla nave in partenza per Genova. Per il resto, secondo le testimonianze dei pescatori, non si vede alcuna altra macchina preposta al controllo che va a monitorare le banchine portuali. Diversi mesi fa c’era il gruppo Grimaldi Lines che, durante la presentazione delle nuove rotte delle navi da carico, aveva assicurato di finanziare l’installazione degli impianti di videosorveglianza all’interno della scalo marittimo. Questo perché il sistema delle telecamere attuali è in disuso da tempo e l’eventuale intervento di manutenzione avrebbe richiesto una spesa superiore rispetto ad un nuovo acquisto. Sono passati i mesi, ma niente è cambiato in tema di sicurezza e meno che mai sono presenti nuovi apparecchi di controllo nella zona dove ci sono pescherecci e barche della piccola pesca.

Stiamo parlando di un porto di rilevanza internazionale – considerando i collegamenti navali con Francia, Corsica e Spagna – dove transitano migliaia di passeggeri tra i “recinti” in ferro.

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