L'addio di Ploaghe a una madre coraggio, ha rinunciato alle cure per portare avanti la gravidanza

Ilaria Mulas e la chiesa parrocchiale di Ploaghe

Una enorme folla commossa ai funerali di una giovane mamma. Per salvare il suo piccolo, rinviò a dopo il parto la terapia per il male che l'aveva colpita

PLOAGHE. In tanti, a Ploaghe e a Siligo, porteranno per sempre nel cuore il ricordo della lunga battaglia eroica di una giovane madre. Ilaria Mulas (1987-2017) non ha fatto niente di grandioso eppure è stata una grandissima donna. La sua triste storia ha commosso anche chi non la conosceva e per questo, ieri pomeriggio davanti alla chiesa e lungo il corso a Ploaghe, ad accompagnarla nell’ultimo viaggio c’erano due paesi riuniti: il suo e quello del giovane marito. L’eroismo di Ilaria è stato quello piccolo dei gesti quotidiani e quello gigantesco di una leonessa che sa proteggere il suo cucciolo a costo di qualsiasi sacrificio. Per il suo bambino, raccontavano in camera mortuaria a Sassari gli amici tramortiti dall’idea di averla persa, lei fu capace di scelte impavide. Dopo la diagnosi del male che l’aveva aggredita durante la gravidanza, decise che non si sarebbe arresa, ma prima doveva pensare al suo piccolo. Con incrollabile fiducia, che non l’ha mai abbandonata, durante la gravidanza pensò solo al benessere del bimbo e solo dopo il parto affrontò le cure, convinta di guarire e di poter accompagnare suo figlio lungo il sentiero della vita.

È il desiderio di ogni madre, ma per Ilaria questo cammino è stato crudelmente breve. La sua comunità e quella di Siligo, il paese del marito, hanno creduto fino all’ultimo che la giovane madre combattiva ce l’avrebbe fatta e hanno fatto il tifo per lei. Quando se n’è andata, il dolore e lo sgomento hanno raggelato due paesi. Non era solo per la sua giovane età, quindi, ma per tutta la sua storia che domenica 19 novembre 2017 più di millecinquecento persone commosse hanno voluto dare l’ultimo saluto a Ilaria Mulas. La lottatrice ha perso la sua battaglia contro la malattia che l’ha portata via, ma che non è riuscita a sconfiggerla, come testimoniano tutti quelli che l’hanno vista combattere con il sorriso fino all’ultimo momento.


Ilaria era una giovane donna semplice, innamorata della vita e dello scopo che nella vita si era data. Amava sopra ogni cosa il suo bambino e suo marito Francesco. Tanta gente si è stretta intorno a questa piccola famiglia colpita al cuore, ma ricca di ricordi bellissimi che allevieranno il dolore di una perdita che ha fatto male a tutti. Ad accompagnare Ilaria nel suo ultimo viaggio sono arrivati i tanti che l’hanno vista bambina, ragazzina e poi brillante studentessa universitaria. La laurea era stato un traguardo da cui ripartire verso nuovi obiettivi, affiancata e sostenuta dal suo compagno di vita.

Ieri nella chiesa parrocchiale gremita all’inverosimile, la gente ha pianto per Ilaria, ma ha anche cantato per lei Hallelujah di Leonard Cohen. Il sindaco Carlo Sotgiu è stato tra i primi a rendere omaggio alla giovane cittadina speciale e, dicono a Ploaghe, se non fosse stato un giorno festivo le saracinesche dei negozi sarebbero state abbassate al passaggio del feretro. Quando la bara è stata portata a braccia fuori dalla chiesa, tremila mani hanno applaudito per Ilaria. L’ultimo saluto a una donna coraggiosa. (d.s.)
 

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