La Nuova Sardegna

Sassari

Stop del prefetto agli arrivi di migranti

di Vincenzo Garofalo
Stop del prefetto agli arrivi di migranti

In città sono presenti 857 persone ospitate in dodici centri di accoglienza, sono più del doppio dei previsti dagli accordi  

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SASSARI. La prefettura blocca l’arrivo di nuovi migranti a Sassari. In città sono presenti 857 persone ospitate in dodici centri di accoglienza. Tante. Più del doppio delle 420 presenze stabilite con il protocollo d’intesa sottoscritto il 16 ottobre scorso dalle prefetture sarde con l’Anci, la Regione e sindaci dei Comuni capoluogo.

A rivelare lo stop a nuovi arrivi in città è l’assessora alla Politiche sociali del Comune, Monica Spanedda, che ieri mattina a Palazzo Ducale, ha informato la quinta commissione consiliare sull’attuale situazione dell’accoglienza ai migranti in città. «La prefettura ha notificato che in caso di nuovi arrivi di migranti in Sardegna, questi non saranno ospitati a Sassari perché la città ha già ampiamente superato il limite di accoglienza stabilito con il protocollo d’intesa sottoscritto il 16 ottobre scorso», spiega l’assessora davanti alla commissione presieduta da Lisa Benvenuto e convocata sull’argomento migranti per iniziativa dei consiglieri comunali dell’opposizione.

In assenza del prefetto, Giuseppe Marani, fuori sede, le parole dell’assessora sono supportate più tardi dal prefetto vicario, Salvatore Serra: «Confermo che la linea della Prefettura è quella di arrivare gradualmente alle disposizioni dell’accordo siglato con Regione e Anci. Chiaramente sarà un passaggio delicato e non immediato, ma la prefettura sta già effettuando il massimo sforzo per arrivare a un sistema di accoglienza diffusa su tutto il territorio provinciale». Per riportare il numero di ospiti delle strutture sassaresi sotto la soglia dei 420, il prefetto Marani, si era già impegnato nel corso dell’ultimo vertice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto una decina di giorni fa a mettere in campo tutte le azioni possibili per fare in modo che la presenza di migranti sia proporzionale sul territorio, e in quell’occasione aveva comunicato l’intenzione di avviare un tavolo con Comuni che hanno attivato i progetti Sprar e gestori dei centri di accoglienza. In questo momento a Sassari sono ospitati 857 migranti, sparsi in dodici centri di accoglienza, gestiti da sette soggetti privati. Fra queste persone ci sono novantanove minori non accompagnati. La maggioranza di questi ospiti è arrivata in Italia dalla Nigeria (326) dal Gambia (110) e dalla Costa d’Avorio (123), e la gran parte di loro ha un’età compresa fra i 20 e i 25 anni.

Le donne sono ottantaquattro, e sono quasi tutte di nazionalità nigeriana (75). Ora la Prefettura, in sinergia con i Comuni del circondario e con i privati che gestiscono le strutture di accoglienza dovrà cercare di ricollocare la metà circa di questi migranti su tutto il territorio per alleggerire la pressione che si è creata a Sassari in seguito all’emergenza sbarchi, e riportare le presenze in città al fatidico limite di 420 persone. Il Comune di Sassari ha attivato il progetto Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati) per l’accoglienza diffusa nel capoluogo; progetto che è in mano al Gus (Gruppo di umana solidarietà) e grazie al quale trentuno migranti saranno inseriti in un percorso studiato per un vero inserimento sociale. Per far questo sono stati siglati cinque contratti di locazione con privati che hanno messo a disposizione le proprie case. Gli appartamenti sono in diversi quartieri di Sassari e i ragazzi che rientrano nel progetto seguono corsi di italiano e corsi di formazione professionale che aprono loro le porte di tirocini aziendali.

Tutti aspetti spiegati dall'assessora Spanedda alla commissione, non senza sollevare qualche dubbio fra i consiglieri di opposizione, e soprattutto una richiesta condivisa da molti e formalizzata dal capogruppo di Forza Italia, Manuel Alivesi: «coordinare un sopralluogo della Commissione in uno di questi centri, al fine di poter prendere atto dei risultati della accoglienza».

La presidente della Commissione verificherà la possibilità di poter fare uno o più sopralluoghi, ma intanto sempre dai banchi dell’opposizione la richiesta è quella che Palazzo Ducale possa partecipare in modo più concreto ai meccanismi che sono tuttora gestiti totalmente dalla Prefettura.

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