Studente travolto e ucciso l’investitore rischia 12 anni
di Luca Fiori
Castelsardo, i genitori di Simone Congiu si sono costituiti parte civile nel processo L’automobilista accusato di omicidio stradale potrebbe chiedere l’abbreviato
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CASTELSARDO. Sono state ammesse dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Sassari Michele Contini le costituzioni di parte civile dei genitori di Simone Congiu, lo studente di Castelsardo di 17 anni travolto e ucciso a luglio dello scorso anno da un’Audi A3, alla cui guida si trovava Francesco Addis, 40 anni di Badesi, risultato positivo all’etilometro. Si sono costituiti parte civile nel processo, con gli avvocati Nino Cuccureddu e Leonarda Lepori, anche i genitori della giovanissima fidanzata dello sfortunato 17enne. La 15enne era rimasta gravemente ferita e ancora riporta i segni dello scontro.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 30 gennaio e in quella data l’imputato, difeso dall’avvocato Domenico Putzolu, dovrà scegliere il rito con cui affrontare il processo. Per lui l’accusa è di omicidio stradale, con l’aggravante di aver procurato l’incidente mortale sotto l’effetto di alcol. In questo caso - con la nuova legge entrata in vigore a marzo del 2016 - la pena può arrivare fino a 12 anni di carcere. Simone Congiu non era morto sul colpo, dopo lo schianto tra il suo scooter e l’Audi A3 che gli era piombata addosso all’alba, mentre rincasava insieme alla fidanzata dopo una serata trascorsa in un locale sul mare. Il 17enne si era arreso dopo qualche ora nel reparto di Rianimazione.
L’incidente si era verificato intorno alle 5 del mattino, in località “Santa Spina”, tra Valledoria e Badesi. I carabinieri avevano accertato che l’Audi A3 andava parecchio veloce. Poi si era scoperto che l’uomo si era messo alla guida dopo aver bevuto parecchio.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 30 gennaio e in quella data l’imputato, difeso dall’avvocato Domenico Putzolu, dovrà scegliere il rito con cui affrontare il processo. Per lui l’accusa è di omicidio stradale, con l’aggravante di aver procurato l’incidente mortale sotto l’effetto di alcol. In questo caso - con la nuova legge entrata in vigore a marzo del 2016 - la pena può arrivare fino a 12 anni di carcere. Simone Congiu non era morto sul colpo, dopo lo schianto tra il suo scooter e l’Audi A3 che gli era piombata addosso all’alba, mentre rincasava insieme alla fidanzata dopo una serata trascorsa in un locale sul mare. Il 17enne si era arreso dopo qualche ora nel reparto di Rianimazione.
L’incidente si era verificato intorno alle 5 del mattino, in località “Santa Spina”, tra Valledoria e Badesi. I carabinieri avevano accertato che l’Audi A3 andava parecchio veloce. Poi si era scoperto che l’uomo si era messo alla guida dopo aver bevuto parecchio.
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