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Sassari

Festa di San Nicola in Duomo si assegna la dote alle spose

Festa di San Nicola in Duomo si assegna la dote alle spose

Il patrono sarà celebrato con una messa dall’arcivescovo Appello alla città a lavorare insieme per il bene comune

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SASSARI. La città festeggia mercoledì 6 dicembre il patrono San Nicola. Al Duomo intitolato al santo tanto sensibile verso i poveri alle 18 verrà celebrata la messa pontificale presieduta da monsignor Gian Franco Saba, arcivescovo metropolita di Sassari con i canonici del capitolo cattedrale e i sacerdoti della città. Seguirà un momento molto sentito e cioè l’estrazione della dote per le future e giovani spose, una tradizione legata proprio al santo con la quale viene attribuita una quota in denaro.

L’arcivescovo Saba ha scelto questa ricorrenza per indirizzare un messaggio alla città con il quale proporrà uno spazio di dialogo tra la Chiesa diocesana e gli enti, le associazioni e le istituzioni civili e accademiche cittadine, «per promuovere insieme il bene comune». Il presule, sin dal suo insediamento, aveva chiesto una collaborazione tra tutte le componenti della società per affrontare insieme i problemi e risolvere le esigenze di tutti.

Con la dote di San Nicola si rinnova una tradizione che vede destinatarie tre giovani donne di altrettante parrocchie alle quali viene attribuito un sostegno economico per affrontare il matrimonio. Si racconta che San Nicola, nato nel 270 a Patara (nell’attuale Turchia), di origine nobile ed esempio di carità sin da quando era piccolo, fosse venuto a sapere che una famiglia da lui conosciuta si trovava in gravi difficoltà economiche. Il padre non poteva offrire alle tre figlie un matrimonio decoroso e sembra che stesse addirittura spingendo le giovani a prostituirsi proprio per trovare il denaro necessario. Perciò Nicola decise di intervenire con una donazione, ma senza che si venisse a sapere chi era l’autore.

Durante la notte il santo si recò nella casa delle tre giovani e, avvolte delle monete d’oro in un panno, si avvicinò a una finestra e attraverso un’inferriata lasciò cadere il sacchetto all’interno dell’abitazione. A raccogliere quel denaro fu il padre che lo utilizzo per organizzare il matrimonio della figlia maggiore.

Il buon utilizzo del sacchetto di monete d’oro spinse San Nicola a ripetere il gesto, sempre durante la notte. Anche in questa occasione il dono fu utilizzato per lo sposalizio della seconda figlia, mentre nel genitore cresceva la curiosità di conoscere quel benefattore, che aveva salvato lui e le sue figlie dal disonore. Passò notti insonni nell’attesa che lo sconosciuto si ripresentasse nella sua casa e, finalmente, una notte udì il tintinnio delle monete. Subito si precipitò a rincorrere l’uomo che per la terza volta gli era stato d’aiuto e, dopo averlo raggiunto, la sorpresa. Il suo benefattore era un suo vicino. Nicola gli fece promettere di non rivelare l’accaduto, ma da quel momento la fama del vescovo caritatevole si diffuse.

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