Colf, baby sitter e badanti la carica delle sassaresi

Sono oltre undicimila gli impiegati nel settore della collaborazione domestica Sette su dieci sono italiani e al 90 per cento donne, ma gli uomini aumentano

SASSARI. Eserciti di badanti romene e colf filippine che hanno invaso la città occupando posti di lavoro che i sassaresi non vogliono più? Leggende metropolitane o, per usare un termine alla moda, la più classica delle fake news.

In realtà non solo per i sassaresi (o meglio le sassaresi) la “collaborazione domestica” rimane lavoro tutt’altro che da scartare, tanto da rappresentare una delle prime “industrie” cittadine, ma dell’ipotetico “attacco dello straniero” non c’è nessuna traccia. Su 11160 collaboratori “regolari” solo 2936 sono infatti i lavoratori che vengono da oltre confine, proporzione in totale controtendenza rispetto al dato nazionale, secondo il quale gli italiani che hanno scelto come occupazione le “faccende domestiche”, o l’assistenza di anziani o bambini sono solo il 25 per cento del totale degli occupati.

A mettere nero su bianco l’interessante dato il rapporto annuale 2016 dell’Inps, presentato lo scorso novembre a Cagliari. Che racconta un territorio in cui, complice la pesante crisi e le percentuali di disoccupazione, soprattutto giovanile, alle stelle, si è ripreso a “occupare” stabilmente un settore in continua espansione, soprattutto nell’assistenza anziani.

A parlare sono i numeri: 11.160 occupati nel 2016 nel settore “lavori domestici”, che per l’Inps comprende due macro categorie: badanti e collaboratori familiari (domestici, istitutori, giardinieri, baby sitter). Per dare un ordine di grandezze nel Sassarese il settore agricoltura e pesca occupa 9750 addetti, quello dell’industria 8436 e quello delle costruzioni 6443.

Una delle prime fonti di reddito del territorio insomma, riservata quasi integralmente alle donne che sono oltre il 90 per cento: 10282 totali, tra cui 7592 italiane e 2690 straniere. Ma anche qui i numeri regalano qualche sorpresa. Se il dato degli occupati è infatti sostanzialmente stabile, e anzi registra una lieve decrescita (rispetto al 2015 si sono persi 72 posti di lavoro), il numero degli uomini che si dedicano al lavoro domestico è invece in crescita: 31 in più tra gli italiani e 11 in più negli stranieri, con un totale che arriva rispettivamente a 632 e 246 e un incremento che supera il 5 per cento.

Il lavoro che storicamente in città era riservato alle “ragazze” in attesa di marito, magari arrivate in città dai paesi, e che negli anni si era trasformato in supporto al reddito per le giovani in attesa di migliori occupazione o magari impegnate negli studi universitari, è sempre più lavoro stabile per donne di tutte le età e inzia a diventare un’opzione anche per molti uomini.

Una realtà che Sassari condivide, con le medesime peculiarità, con il resto dell’Isola. In Sardegna infatti gli occupati nell’ormai macro settore dei lavori domestici sono 44427, di cui 40835 donne e 3592 uomini. E i lavoratori italiani rappresentano costituiscono ben il 78,83 per cento del totale (35.024 unità).

Con buona pace di chi teme o lamenta invasioni straniere, e fa finta di non vedere che per arrivare a fine mese sono in migliaia i sassaresi che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e tornare a fare un lavoro antico e dignitoso quanto e più di tanti altri.

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