Striscioni e fiori bianchi a scuola per Giulia, morta a soli 15 anni
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Lo striscione dedicato a Giulia dai compagni e, nel riquadro, la foto della 15enneDolore e commozione davanti al liceo di Parma in cui studiava la studentessa figlia di emigrati sardi La ragazza era stata investita lunedì sera sulle strisce pedonali. I suoi organi salveranno delle vite
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SASSARI. «Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti a scuola». La frase della canzone di Jovanotti, scritta su un lungo striscione bianco appeso sul muro del liceo Marconi di Parma, racconta l’immenso dolore dei compagni di scuola di Giulia Demartis, la quindicenne figlia di due emigrati sardi scomparsa due giorni fa nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Parma, dopo aver lottato per 48 ore in seguito a un incidente stradale.
Sul suo banco della Seconda E del liceo Marconi i compagni di classe hanno poggiato un mazzo di fiori bianchi e uno cartellone per ricordarla. Nessuno dei suoi compagni ieri mattina ha saputo trattenere le lacrime e nessuno ha avuto la forza di seguire le lezioni. In tanti sono rimasti per ore davanti alla scuola in religioso silenzio davanti a uno striscione con il suo nome. Giulia era anche rappresentante di classe ed aveva partecipato, a nome del Marconi, all’iniziativa “Scuole aperte”. La comunità di Corcagnano in cui viveva, lunedì scorso si era raccolto intorno alla chiesa e a don Raffaele Mazzolini, che aveva organizzato una veglia di preghiera per lei nella frazione del comune di Parma dove la ragazza abitava con la famiglia, il padre Giovanni di Thiesi e la madre Costanza Loriga di Sassari, entrambi fisioterapisti. Giulia, che a Corcagnano era conosciuta da tutti, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando all’improvviso una Citroen C3 guidata da una 40enne l’aveva travolta, colpendola con la parte anteriore dell’automobile. Forse la conducente non aveva visto la ragazza per la scarsa visibilità provocata dalla pioggia. Dopo l’incidente le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e i medici ne avevano disposto il trasferimento nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata. Da quel momento era cominciata una lunga battaglia, i sanitari hanno fatto l’impossibile per salvarle la vita. Ma non c’è stato niente da fare.
«Non mollare, siamo con te» avevano scritto su uno striscione. Purtroppo dopo 48 ore di lotta per la vita Giulia non ce l'ha fatta. Per volontà dei genitori, i suoi organi sono stati espiantati e salveranno altre vite. Sull’incidente è stata aperta una inchiesta da parte della magistratura per cercare di ricostruire la dinamica e accertare le responsabilità.
Sicuramente la pioggia e la scarsa visibilità hanno contribuito a causare la tragedia. Nelle prossime ore potrebbero esserci eventuali decisioni da parte del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta. La conducente dell’auto è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio stradale.
Sul suo banco della Seconda E del liceo Marconi i compagni di classe hanno poggiato un mazzo di fiori bianchi e uno cartellone per ricordarla. Nessuno dei suoi compagni ieri mattina ha saputo trattenere le lacrime e nessuno ha avuto la forza di seguire le lezioni. In tanti sono rimasti per ore davanti alla scuola in religioso silenzio davanti a uno striscione con il suo nome. Giulia era anche rappresentante di classe ed aveva partecipato, a nome del Marconi, all’iniziativa “Scuole aperte”. La comunità di Corcagnano in cui viveva, lunedì scorso si era raccolto intorno alla chiesa e a don Raffaele Mazzolini, che aveva organizzato una veglia di preghiera per lei nella frazione del comune di Parma dove la ragazza abitava con la famiglia, il padre Giovanni di Thiesi e la madre Costanza Loriga di Sassari, entrambi fisioterapisti. Giulia, che a Corcagnano era conosciuta da tutti, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando all’improvviso una Citroen C3 guidata da una 40enne l’aveva travolta, colpendola con la parte anteriore dell’automobile. Forse la conducente non aveva visto la ragazza per la scarsa visibilità provocata dalla pioggia. Dopo l’incidente le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e i medici ne avevano disposto il trasferimento nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata. Da quel momento era cominciata una lunga battaglia, i sanitari hanno fatto l’impossibile per salvarle la vita. Ma non c’è stato niente da fare.
«Non mollare, siamo con te» avevano scritto su uno striscione. Purtroppo dopo 48 ore di lotta per la vita Giulia non ce l'ha fatta. Per volontà dei genitori, i suoi organi sono stati espiantati e salveranno altre vite. Sull’incidente è stata aperta una inchiesta da parte della magistratura per cercare di ricostruire la dinamica e accertare le responsabilità.
Sicuramente la pioggia e la scarsa visibilità hanno contribuito a causare la tragedia. Nelle prossime ore potrebbero esserci eventuali decisioni da parte del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta. La conducente dell’auto è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio stradale.
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