La Nuova Sardegna

Sassari

Class action a Castelsardo per i disservizi di Abbanoa

di Donatella Sini
Class action a Castelsardo per i disservizi di Abbanoa

Un comitato costituito da cittadini scontenti trascina il gestore idrico dal giudice  Obiettivo dell’azione legale è la richiesta di risarcimenti per l’acqua non potabile

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CASTELSARDO . Un passo avanti nella vicenda relativa alla causa intentata dal “Comitato di cittadini di Castelsardo contro Abbanoa” per la cattiva qualità delle acque ed i disagi che questo comporta, a danno dei cittadini.

Il giudice del tribunale di Cagliari ha recentemente unificato le cause legali intentate sia dal “Comitato per l’acqua in Sardegna”, presieduto da Pier Paolo Panu, con l’assistenza del legale Gianni Allena, che dal “Comitato dei cittadini di Castelsardo”, guidato da Piero Arru di concerto con Adiconsum, assistiti dall’avvocato Franco Dore, indicando un percorso comune per entrambi.

I rappresentanti dei due comitati si sono perciò recentemente riuniti per concordare i tempi e i modi per portare a termine le azioni legali, finalizzando al massimo le azioni di ciascun comitato, anche quelle fatte in autonomia. Il primo passo, in corso di compimento, riguarda la pubblicazione dell’estratto dell’ordinanza del tribunale, da pubblicare sui più diffusi quotidiani sardi. Pubblicazione che oggi è apparsa sulle pagine della Nuova Sardegna. Altrettanto verrà fatto, secondo quanto prescritto dalla normativa, nel mese di gennaio. Nello stesso periodo si darà il via anche alla raccolta delle adesioni per veder tutelati i diritti dei consumatori. Potranno aderire all’azione legale, non solo i titolari di utenza ma anche i consumatori finali che si sono sentiti danneggiati dalla gestione delle acque, quindi non solo coloro che avevano già sottoscritto la pre adesione, che dovranno confermare, ma tutti i cittadini, anche i residenti nei centri vicini e nell’intera isola, che hanno registrato periodi in cui dal rubinetto ha sgorgato acqua non potabile. Le parti hanno chiesto il riconoscimento di illegittimità per l’addebito in bolletta sia della totalità delle quote fisse, per tutto il tempo in cui non è stata erogata l’acqua potabile, che per quanto pagato per il servizio fognario e di depurazione. Nel caso di Castelsardo si aggiunge anche l’accusa verso la società Abbanoa di aver “omesso di adottare misure volte ad assicurare agli utenti il minor disagio possibile, non provvedendo ad attivare un servizio sostitutivo di emergenza, a mezzo autobotte». Si punta inoltre alla “condanna dell’impresa alla restituzione delle maggiori spese sostenute dagli utenti per approvvigionarsi di acqua potabile nei periodi in cui, l’acqua immessa in rete non era utilizzabile per usi alimentari, pari almeno ad una confezione forfettaria da sei bottiglie al giorno, per l’intero periodo di inadempimento».

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