La Nuova Sardegna

Sassari

Ritrovato il calice rubato a Ittiri

Ritrovato il calice rubato a Ittiri

Era in un cortile, spezzato in due parti. Campane a festa, la gioia del parroco

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ITTIRI. «Miracolo: il calice è stato ritrovato. È qui in parrocchia». Con queste parole don Nicola Carta, parroco di San Pietro in Vincoli che, appena due giorni fa aveva chiesto di dare ampia notizia del furto di un prezioso calice in argento, avvenuto nella chiesa della Madonna di Monserrato, ha voluto comunicare, in tempo reale, l’avvenuto ritrovamento del prezioso oggetto. Viva e tangibile gioia, quella di don Nicola, nel mostrare il prezioso calice, anche se spezzato in due.

La città ha appreso la notizia con il rintocco delle campane della chiesetta di via Monserrato che hanno suonato a gloria per «ringraziare il Signore – dice il parroco – per aver esaudito le nostre preghiere e per rendere partecipe quanto prima la popolazione del miracoloso ritrovamento». Erano le 17,30 di ieri quando un uomo ha bussato alla porta della canonica con un involucro che avvolgeva la preziosa reliquia ritrovata all'interno dell’abitato di Ittiri, in via Dore, all’interno di un cortile dove la persona si era recato, per cogliere delle arance. Grande la sorpresa, ma immediata la consegna in quanto per chi l’ha ritrovato non è stato necessario porsi molte domande visto che la notizia del furto era nota da due giorni. «Per questa ragione – tiene a precisare don Nicola – ho voluto che venisse data immediata notizia del furto per far ritornare sui propri passi l'autore o gli autori del gesto sacrilego e mettere in allarme eventuali ricettatori». Lieto fine, quindi, per un avvenimento che aveva colpito l'intera cittadinanza che identificava nel sacro simbolo del calice il ricordo di una chiesa, quella di Santa Croce, che è stata demolita e dove ora al suo posto sorge l'edificio che ospita il Comune. Il calice non ha subito ulteriori danni oltre la rottura in due pezzi. Infatti, le due parti, ad un primo e sommario controllo, sembrano integre e quindi ricomponibili attraverso una normale operazione di saldatura.

«Voglio ringraziare la Nuova Sardegna – tiene a far sapere don Nicola – per la tempestività con la quale ha diffuso la notizia, impedendo, di fatto, l’eventuale ricettazione e spero il pentimento di chi, disfacendosi dell’ingombrante reliquia, è tornato sui propri passi».

Dopo il caso della Madonna di Fatima, rubata alcuni mesi fa dalla chiesa del Cuore Immacolato di Sassari, quello di Ittiri è il secondo caso che si chiude in maniera positiva.

Vincenzo Masia



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