atti persecutori e tentata violenza
«Ti cerco e ti uccido» ex marito stalker finisce a processo
SASSARI. Frasi terribili del tipo: «Ti ammazzo, ti metto la fune al collo e ti attacco alla macchina». Oppure: «Togliti gli occhiali e guardami negli occhi perché io ti cerco e ti ammazzo». Parole...
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SASSARI. Frasi terribili del tipo: «Ti ammazzo, ti metto la fune al collo e ti attacco alla macchina». Oppure: «Togliti gli occhiali e guardami negli occhi perché io ti cerco e ti ammazzo». Parole pesanti che un ex marito avrebbe rivolto alla ex moglie all’indomani della separazione. Una situazione di forte stress psicologico e di vero e proprio terrore che avevano convinto la donna – che insieme al coniuge viveva in una cittadina del Sassarese – a rivolgersi all’avvocato Michele Sanna e a sporgere denuncia.
Ieri mattina in tribunale, davanti al collegio presieduto da Salvatore Marinaro (a latere Valentina Nuvoli e Silvia Guareschi) è stato sentito l’anziano padre della donna che tra un “non ricordo” e l’altro ha sostanzialmente confermato che tra sua figlia e l’ex genero i rapporti fossero tesi dopo la separazione. All’imputato sono contestate minacce anche all’ex suocero. «Intimandogli di fermarsi – scriveva il pm – e aprendo lo sportello dell’autovettura guidata (dall’anziano ndc) affermava che “gliela avrebbe fatta vedere lui a lui e alla figlia”». Frase che avrebbe poi riferito anche alla ex moglie: «Gliel’ho detto a tuo padre che ti avrei cercato e che avrei ammazzato te e lui».
Tutte condotte che sono valse a questo ex marito non rassegnato alla separazione un processo per atti persecutori, minacce e tentata violenza sessuale. Accusa, quest’ultima, che si è aggiunta in un secondo momento e che farebbe riferimento a un episodio in particolare. Scrive il pm che l’uomo «dopo aver atteso che l’ex moglie uscisse dall’abitazione di un’amica, le bloccava lo sportello non appena la stessa saliva nella propria autovettura, cercando di baciarla e accarezzandole il braccio sinistro per circa dieci, quindici minuti, rivolgendole più volte le frasi: “Guarda che vengo a cercarti e ti ammazzo...guarda che domani io ti chiamo al telefono fisso e tu devi rispondermi altrimenti io vengo a cercarti”». In un’altra occasione le avrebbe detto: “È inutile che scappi, tanto ti becco e ti pesto”. Nella prossima udienza, fissata per l’11 aprile, saranno sentiti altri testi. Il presidente Marinaro, a chiusura dell’udienza, ha invitato l’imputato a rispettare la misura del divieto di avvicinamento. (na.co.)
Ieri mattina in tribunale, davanti al collegio presieduto da Salvatore Marinaro (a latere Valentina Nuvoli e Silvia Guareschi) è stato sentito l’anziano padre della donna che tra un “non ricordo” e l’altro ha sostanzialmente confermato che tra sua figlia e l’ex genero i rapporti fossero tesi dopo la separazione. All’imputato sono contestate minacce anche all’ex suocero. «Intimandogli di fermarsi – scriveva il pm – e aprendo lo sportello dell’autovettura guidata (dall’anziano ndc) affermava che “gliela avrebbe fatta vedere lui a lui e alla figlia”». Frase che avrebbe poi riferito anche alla ex moglie: «Gliel’ho detto a tuo padre che ti avrei cercato e che avrei ammazzato te e lui».
Tutte condotte che sono valse a questo ex marito non rassegnato alla separazione un processo per atti persecutori, minacce e tentata violenza sessuale. Accusa, quest’ultima, che si è aggiunta in un secondo momento e che farebbe riferimento a un episodio in particolare. Scrive il pm che l’uomo «dopo aver atteso che l’ex moglie uscisse dall’abitazione di un’amica, le bloccava lo sportello non appena la stessa saliva nella propria autovettura, cercando di baciarla e accarezzandole il braccio sinistro per circa dieci, quindici minuti, rivolgendole più volte le frasi: “Guarda che vengo a cercarti e ti ammazzo...guarda che domani io ti chiamo al telefono fisso e tu devi rispondermi altrimenti io vengo a cercarti”». In un’altra occasione le avrebbe detto: “È inutile che scappi, tanto ti becco e ti pesto”. Nella prossima udienza, fissata per l’11 aprile, saranno sentiti altri testi. Il presidente Marinaro, a chiusura dell’udienza, ha invitato l’imputato a rispettare la misura del divieto di avvicinamento. (na.co.)
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