Tula, approvato il piano del centro storico
Via libera anche al regolamento che impone alle imprese il ripristino delle strade al termine dei lavori
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TULA. Dopo un iter durato qualche anno, finalmente anche Tula avrà un piano particolareggiato che interverrà sulle opere di risanamento e ripristino delle abitazioni del centro storico. Avviata nel 2014, la stesura del piano particolareggiato del centro di antica e prima formazione, affidata all’architetto ozierese Michele Calaresu, ha seguito un iter tortuoso e lungo che dopo una prima approvazione in consiglio nel 2016 è transitato in Regione per le controdeduzioni e osservazioni e infine modificato recependo le indicazioni dell’ente. «È uno strumento importante che siamo riusciti finalmente a rendere operativo nel momento in cui sarà pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione Sardegna e che darà nuova linfa anche all’economia interna – ha detto il sindaco Gino Satta –. Per tanti cittadini ci sarà la possibilità di intervenire sui propri immobili e sarà occasione di lavoro per le imprese locali, oltre che un modo per ridare lustro al nostro centro storico». Con la minoranza assente in aula, il consiglio comunale ha proceduto alla votazione unanime sia per l’approvazione del piano che delle osservazioni inoltrate da singoli cittadini dopo aver valutato a fondo tutti gli elaborati del professionista incaricato che ha dato indicazioni precise sulla pavimentazione e gli arredi del suolo urbano, sulle tipologie e la destinazione d’uso prevalente degli edifici, sullo stato di conservazione e sulla coerenza storica del patrimonio edilizio. Nella stessa seduta si è provveduto anche ad approvare il regolamento comunale per la manomissione ed il ripristino del suolo pubblico. «Ci siamo stancati di vedere interventi sul piano stradale o sui marciapiedi a opera di imprese che poi lasciano buche per mesi o effettuano interventi di ripristino che lasciano molto a desiderare – ha aggiunto il primo cittadino – e abbiamo stabilito regole chiare che obbligheranno tutti, tranne i casi di conclamata urgenza, a seguire determinate procedure».
La caduta di una anziana donna, causata proprio da una buca non coperta a seguito di lavori sotto il manto stradale e che ha procurato alla malcapitata una frattura al bacino, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ora con il regolamento approvato, imprese o privati che vogliano intervenire per scavi o modifiche al suolo comunale dovranno pagare se non dovessero fare le cose ad arte. Sia che si tratti di privati o di imprese ed anche enti pubblici: oltre ai documenti che illustrano l’intervento da effettuare il Comune chiederà una cauzione che se per il semplice cittadino sarà di duecento euro, per le imprese o i soggetti gestori di pubblici servizi potrebbe arrivare sino a quattrocento euro per metro lineare di scavo con l’obbligo di terminare i lavori entro 60 giorni dal rilascio dell’autorizzazione.
Francesco Squintu
La caduta di una anziana donna, causata proprio da una buca non coperta a seguito di lavori sotto il manto stradale e che ha procurato alla malcapitata una frattura al bacino, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ora con il regolamento approvato, imprese o privati che vogliano intervenire per scavi o modifiche al suolo comunale dovranno pagare se non dovessero fare le cose ad arte. Sia che si tratti di privati o di imprese ed anche enti pubblici: oltre ai documenti che illustrano l’intervento da effettuare il Comune chiederà una cauzione che se per il semplice cittadino sarà di duecento euro, per le imprese o i soggetti gestori di pubblici servizi potrebbe arrivare sino a quattrocento euro per metro lineare di scavo con l’obbligo di terminare i lavori entro 60 giorni dal rilascio dell’autorizzazione.
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