Sassari, al Corso come a Scampia: in cella il pusher dei vicoli
Eroina e cocaina vendute a giovanissimi grazie alla complicità delle “vedette”. Lo spacciatore era pedinato da mesi ma riusciva sempre a evitare l’arresto
SASSARI. Si muoveva con disinvoltura tra i vicoli del centro storico, che in poco tempo aveva imparato a conoscere come se ci fosse nato. Poteva contare sulla complicità di decine di “vedette” sparse tra il Corso e le piazzette della città vecchia. Complici di un sistema omertoso in stile Scampia, in cui bastava un cenno, uno sguardo o un fischio per darsela a gambe. Accorgimenti studiati a tavolino che gli consentivano di farsi ingoiare dalle strettoie e i labirinti del centro - in cui è più semplice nascondersi che trovare qualcuno - ed evitare di finire nella rete delle forze dell’ordine.
Ci hanno provato per mesi i carabinieri del nucleo operativo a stringere le manette intorno ai polsi di Femi Friday, nigeriano di 27 anni, conosciuto nell’ambiente dei tossicodipendenti con il soprannome di Tommy, ma che secondo gli inquirenti utilizzava anche una decina di altri alias. Dopo mesi di pedinamenti e di riscontri della fiorente attività di spaccio che veniva effettuata prevalentemente nella zona di piazza Colonna Mariana, i giorni scorsi i carabinieri del nucleo operativo hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal sostituto procuratore Maria Paola Asara.
Per raccogliere le prove dello spaccio i carabinieri, guidati dal maggiore Fabio Melci, hanno trovato il modo di filmarlo e fotografarlo mentre per decine di volte consegnava eroina e cocaina ai suoi acquirenti. Tra loro, hanno appurato i carabinieri nel corso degli appostamenti, c’erano anche diversi minorenni. In un paio di occasioni Femi Friday era riuscito ad evitare l’arresto e a fuggire prima che i carabinieri riuscissero ad identificarlo. Il giovane era arrivato in città nel 2015 e inizialmente era stato ospite di un centro di prima accoglienza a Predda Niedda. All’interno della struttura si era fatto notare per la sua esuberanza e tre anni fa nel corso di una rivolta si era beccato una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Poi era arrivato il trasferimento al centro storico e in poco tempo il salto nel mondo dello spaccio.
Secondo gli investigatori del nucleo operativo in poco tempo Tommy era diventato un punto di riferimento per i tossicodipendenti. Gli incontri tra il pusher e gli acquirenti avvenivano a tutte le ore del giorno e della notte e tutto ruotava intorno al Corso. Una serie di “vedette” appostate 24 ore su 24 nei punti strategici lungo l’antica via del commercio cittadino regolavano il traffico. I complici - posizionati a gruppi di due o tre persone ferme lungo la strada o affacciate alle finestre - consentivano a Femi Friday di dileguarsi nel caso del passaggio delle forze di polizia e di raggiungere gli acquirenti in uno dei luoghi concordati. Lo scambio tra droga e denaro avveniva in pochi istanti. Tommy consegnava l’eroina o la cocaina poi prendeva le banconote e spariva. Non sapeva che i carabinieri stavano seguendo e filmando tutti i suoi movimenti. Decine di prove che lo hanno fatto finire in una cella del carcere di Bancali.
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