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Sassari

Stop ai raggiri a Nuoro, il consigliere onesto ha smascherato la truffa

di Valeria Gianoglio
Stop ai raggiri a Nuoro, il consigliere onesto ha smascherato la truffa

La segnalazione di Siotto ha messo nei guai l’uomo che chiedeva soldi per una onlus

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NUORO. «Me li ricordo bene, quei giorni. Il primo, quando, mentre ero al lavoro, ha squillato il telefono e una certa Giulia mi ha detto “Buongiorno, mi scusi per il disturbo, parlo a nome di un’associazione, e stiamo facendo il porta a porta per ritirare offerte per aiutare gli anziani”. Ma ho capito subito che era tutto fumoso, che c’era sotto qualcosa che non andava. Così, ho fatto le mie ricerche, poi ho avvisato la questura, ma certo non mi aspettavo che lui, quello che chiamavano il responsabile dell’associazione, sarebbe stato così poco accorto da passare due volte da me nella stessa giornata, dopo che alla prima non avevo risposto al citofono. Ed è stato allora, lo scorso 15 dicembre, che la polizia lo ha sorpreso in flagrante. Ho assistito alla scena dal mio ufficio, in via Fiume. Quel giorno diluviava. Sono contento che lo abbiano fermato perché so che tanti sono stati truffati».

Ventotto anni, dipendente federale della Lega nazionale di calcio dilettanti, nonché più giovane consigliere comunale di Nuoro, una grande passione per la scrittura (ha scritto di recente il libro “Così ci mangiammo il Comune”, L’Erudita edizioni) e per la Sardegna: Graziano Siotto è il giovane nuorese che qualche mese fa, per primo, anziché perdersi in chiacchiere e sospetti, ha deciso di uscire di casa e presentarsi negli uffici della squadra mobile di Nuoro, in viale Europa. Il primo a segnalare che sì, probabilmente qualcosa non andava, in quelle strane telefonate da parte un misterioso numero criptato che stavano perseguitando decine di persone a Nuoro, e che poi preannunciavano la visita di un addetto alla raccolta delle offerte: quel Roberto Cerimonia, sassarese, al quale, nelle ultime ore, il questore di Nuoro, Massimo Colucci, ha applicato il foglio di via. E per tre anni non potrà più mettere piede a Nuoro.

Se ne parlava tanto, anche su Facebook, in quei giorni, del fantomatico call center che tempestava di chiamate i telefoni del capoluogo barbaricino. Voci femminili e molto gentili, dall’altra parte della linea, e una richiesta precisa: «Siete disposti a dare una piccola offerta alla nostra associazione onlus che assiste gli anziani? Verrà il nostro responsabile a casa vostra, a ritirarla. Vi faremo sapere quando passerà». Quel responsabile, Graziano Siotto, ce lo ha avuto dall’altro capo del citofono del suo ufficio di via Fiume, un paio di volte nell’arco della stessa giornata, lo scorso 15 dicembre, sotto una pioggia battente. Solo che alla prima, non gli ha risposto, e alla seconda, invece, aveva già avvisato la polizia che infatti attendeva, silenziosa e discreta, il misterioso responsabile dell’associazione per gli anziani.

«Ho assistito alla scena dalla finestra che si affaccia su via Fiume – racconta lo stesso Graziano Siotto – davvero non mi aspettavo che dopo che non gli avevo risposto, quella mattina, si sarebbe ripresentato dopo qualche ora. La polizia lo ha aspettato e poi, quando stava per scendere dal suo macchinone e dirigersi di nuovo verso il citofono, lo ha fermato. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è che alla prima citofonata, quando non gli ho risposto, evidentemente ha avvisato una delle tizie del call center, e questa ha cominciato a chiamarmi per chiedermi come mai non stessi aprendo. Ci rendiamo conto?».

Da quel giorno, poi, il giovane consigliere comunale del Psd’Az, non ha più saputo niente né di Roberto Cerimonia, né dell’indagine della questura coordinata dal sostituto procuratore Ireno Satta, né della perquisizione disposta dalla Procura nell’appartamento sassarese di Cerimonia. E solo mercoledì Graziano Siotto ha scoperto che la sua segnalazione, evidentemente, si era rivelata utile e decisiva per stroncare sul nascere altre decine di possibili truffe e raggiri confezionate con lo stesso sistema.

«È stata davvero una bella soddisfazione – dice, ieri, con un sorriso che riesce a superare persino la barriera del telefono – sono contento di aver dato il mio contributo per evitare che tante altre persone cadessero in questa rete. Questa penso che sia la cosa più importante».

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