Il Corso si ribella: «Via gli spacciatori»
di Luca Fiori
Il sindaco ringrazia le forze dell’ordine e i cittadini lanciano un appello al Comune: «La riqualificazione parta al più presto»
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SASSARI. Il primo a congratularsi con i carabinieri dopo l’operazione antidroga che la settimana scorsa ha portato all’arresto di uno spacciatore che negli ultimi mesi era riuscito più volte a evitare le manette è stato il sindaco Nicola Sanna. Ma proprio al primo cittadino ora si rivolgono residenti e operatori del corso Vittorio Emanuele, perché quello dell’altro giorno sia solo il primo passo verso la rinascita del quartiere.
Da due anni e mezzo gli abitanti della parte bassa del Corso attendono infatti che parta la famosa riqualificazione che dovrebbe restituire dignità a una zona che ora si sente abbandonata. Risale infatti all’agosto del 2015 la firma dell’accordo proprio tra il sindaco Sanna e l’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci per un intervento territoriale integrato da realizzare con i finanziamenti messi in campo dalla Regione anche attraverso fondi comunitari.
«Questa zona potrebbe diventare il fiore all’occhiello della città - spiega Andrea Marcias dell’Hotel Vittorio Emanuele - è chiaro però che per come stanno adesso le cose molti sassaresi e gli stessi turisti che soggiornano da noi non si sentono troppo al sicuro da queste parti. Io sono convinto che se al Corso aprissero due o tre nuove attività commerciali - aggiunge il dipendente dell’albergo - potrebbe verificarsi lo stesso fenomeno che negli ultimi anni ha cambiato il volto di piazza Tola, quando i sassaresi hanno ripreso a frequentare uno degli angoli più belli del centro e inevitabilmente spacciatori e tossicodipendenti sono spariti».
L’accordo del 2015 dovrebbe far piovere sul centro storico quindici milioni di euro destinati a realizzare 6 azioni nella parte bassa della città vecchia: in modo particolare a San Donato, a Sant’Apollinare e nella valle del Rosello. Proprio le zone in cui negli ultimi mesi si stanno concentrando le azioni di repressione da parte delle forze di polizia. È proprio lì, nei vicoli e nelle piazzette, lontano dagli occhi indiscreti, che ogni giorno avvengono gli scambi di stupefacenti. «Dalla mia finestra riesco a vedere ogni passaggio di denaro e di droga - racconta un residente che chiede per timore di restare anonimo e di non essere fotografato - è un mercato continuo e la cosa più triste è vedere ragazzini rovinarsi per questa porcheria». Dal fondo del Corso arriva un altro appello rivolto al Comune. «Ogni giorno - spiega Salvatore Ibba - davanti alla stazione passano almeno una trentina di pullman provenienti dal circondario, se si creasse una fermata intermedia qui in porta Sant’Antonio e si desse la possibilità a tante persone di scendere in centro invece che in via padre Zirano si otterrebbero due risultati, più gente in giro che porterebbe vantaggi per il commercio e certamente meno spacciatori».
Da due anni e mezzo gli abitanti della parte bassa del Corso attendono infatti che parta la famosa riqualificazione che dovrebbe restituire dignità a una zona che ora si sente abbandonata. Risale infatti all’agosto del 2015 la firma dell’accordo proprio tra il sindaco Sanna e l’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci per un intervento territoriale integrato da realizzare con i finanziamenti messi in campo dalla Regione anche attraverso fondi comunitari.
«Questa zona potrebbe diventare il fiore all’occhiello della città - spiega Andrea Marcias dell’Hotel Vittorio Emanuele - è chiaro però che per come stanno adesso le cose molti sassaresi e gli stessi turisti che soggiornano da noi non si sentono troppo al sicuro da queste parti. Io sono convinto che se al Corso aprissero due o tre nuove attività commerciali - aggiunge il dipendente dell’albergo - potrebbe verificarsi lo stesso fenomeno che negli ultimi anni ha cambiato il volto di piazza Tola, quando i sassaresi hanno ripreso a frequentare uno degli angoli più belli del centro e inevitabilmente spacciatori e tossicodipendenti sono spariti».
L’accordo del 2015 dovrebbe far piovere sul centro storico quindici milioni di euro destinati a realizzare 6 azioni nella parte bassa della città vecchia: in modo particolare a San Donato, a Sant’Apollinare e nella valle del Rosello. Proprio le zone in cui negli ultimi mesi si stanno concentrando le azioni di repressione da parte delle forze di polizia. È proprio lì, nei vicoli e nelle piazzette, lontano dagli occhi indiscreti, che ogni giorno avvengono gli scambi di stupefacenti. «Dalla mia finestra riesco a vedere ogni passaggio di denaro e di droga - racconta un residente che chiede per timore di restare anonimo e di non essere fotografato - è un mercato continuo e la cosa più triste è vedere ragazzini rovinarsi per questa porcheria». Dal fondo del Corso arriva un altro appello rivolto al Comune. «Ogni giorno - spiega Salvatore Ibba - davanti alla stazione passano almeno una trentina di pullman provenienti dal circondario, se si creasse una fermata intermedia qui in porta Sant’Antonio e si desse la possibilità a tante persone di scendere in centro invece che in via padre Zirano si otterrebbero due risultati, più gente in giro che porterebbe vantaggi per il commercio e certamente meno spacciatori».
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