Sequestrati 200mila capi contraffatti
di Gianni Bazzoni
Abbigliamento, borse e scarpe delle migliori griffe destinati al mercato del nord Sardegna: denunciate cinque persone
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La filiera dei capi di abbigliamento contraffatti aveva basi diverse all’estero: in Grecia, Germania e Gran Bretagna e i prodotti venivano proposti sul mercato del falso in Italia attraverso canali ormai collaudati sui social network. È partita proprio da una lunga fase di osservazione e di monitoraggio l’indagine della guardia di finanza di Sassari che ha consentito - dopo circa sette mesi di lavoro - di sequestrare 202mila capi di abbigliamento e accessori con marchi contraffatti delle più note griffe di moda. Si tratta di uno dei più ingenti sequestri di merce falsificata mai avvenuto nella provincia di Sassari e l’operazione delle fiamme gialle ha permesso di stroncare un traffico che riforniva con centinaia di migliaia di pezzi il mercato del falso nel nord ovest della Sardegna. Cinque le persone denunciate dai finanzieri: quattro sono sassaresi (molto attivi in città), uno è straniero. Al momento delle perquisizioni avevano merce falsa appena giunta in Italia e pronta per la vendita. Il reato contestato è quello di introduzione nel territorio dello Stato, commercializzazione e vendita di prodotti con marchi contraffatti.
L’indagine. L’attività investigativa è stata costruita sulla base di alcune informazioni raccolte in precedenti indagini dai finanzieri della compagnia di Sassari. È noto ormai da tempo, infatti, che il mercato illecito di merce contraffatta si appoggia sempre più ai canali di approvvigionamento online. Così le fiamme gialle sassaresi hanno individuato alcune linee di importazione di grossi quantitativi di merce falsa proveniente da paesi esteri e destinata all’Italia.
Sette mesi. I primi riscontri l’estate scorsa, nel mese di luglio. Gli specialisti della guardia di finanza del comando provinciale hanno monitorato alcuni profili sui social network particolarmente attivi nella vendita di capi di abbigliamento, in alcuni casi proposti esplicitamente come contraffatti.
Primi riscontri. Dopo avere monitorato a lungo i titolari dei profili individuati, sono arrivati i primi riscontri. I finanzieri hanno intercettato e bloccato 4 cartoni con 50 borse contraffatte con il marchio “Louis Vuitton” diretti a un destinatario di Budoni. Dall’analisi dei dati raccolti è stato poi più facile ricostruire la filiera e individuare le società mittenti posizionate in Grecia, Germania e Gran Bretagna.
Centri di smistamento. Lo sviluppo delle indagini è stato rapido: le fiamme gialle - coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Sassari Maria Paola Asara, hanno bloccato in tre centri di smistamento del nord Italia tutte le spedizioni provenienti dalle società estere individuate, destinate a indirizzi sparsi su tutto il territorio nazionale. L’ingente quantitativo di merce falsa non è mai arrivato sul mercato al quale era destinato.
I pacchi per Sassari. Tra le confezioni in arrivo, i finanzieri hanno seguito con particolare attenzione alcuni pacchi destinati a un ambulante extracomunitario residente nel centro storico. Contenevano scarpe contraffatte e circa 2mila etichette di alcuni (6) marchi tra i più noti brand di moda (Louis Vuitton, Burberry, Ralph Lauren, Fred Perry, Celice e Gucci).
Laboratorio. Il blitz - appena il destinatario ha ritirato il pacco sulla porta di casa - ha consentito di scoprire l’esistenza di un laboratorio tessile destinato alla trasformazione di capi cosiddetti “neutri” in “falsi d’autore”. Prodotti talmente perfetti che, una volta messi in vendita, avrebbero potuto ingannare anche il più attento dei clienti. Nel laboratorio la guardia di finanza ha sequestrato 5mila capi d’abbigliamento e accessori contraffatti, oltre a due macchine per cucire utilizzate per l’attività illegale.
I pedinamenti. Grazie ai pedinamenti, i militari della sezione Pronto impiego della compagnia di Sassari hanno poi identificato 4 sassaresi che avevano merce contraffatta appena arrivata in Italia e destinata alla vendita nell’area del nord ovest della Sardegna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’indagine. L’attività investigativa è stata costruita sulla base di alcune informazioni raccolte in precedenti indagini dai finanzieri della compagnia di Sassari. È noto ormai da tempo, infatti, che il mercato illecito di merce contraffatta si appoggia sempre più ai canali di approvvigionamento online. Così le fiamme gialle sassaresi hanno individuato alcune linee di importazione di grossi quantitativi di merce falsa proveniente da paesi esteri e destinata all’Italia.
Sette mesi. I primi riscontri l’estate scorsa, nel mese di luglio. Gli specialisti della guardia di finanza del comando provinciale hanno monitorato alcuni profili sui social network particolarmente attivi nella vendita di capi di abbigliamento, in alcuni casi proposti esplicitamente come contraffatti.
Primi riscontri. Dopo avere monitorato a lungo i titolari dei profili individuati, sono arrivati i primi riscontri. I finanzieri hanno intercettato e bloccato 4 cartoni con 50 borse contraffatte con il marchio “Louis Vuitton” diretti a un destinatario di Budoni. Dall’analisi dei dati raccolti è stato poi più facile ricostruire la filiera e individuare le società mittenti posizionate in Grecia, Germania e Gran Bretagna.
Centri di smistamento. Lo sviluppo delle indagini è stato rapido: le fiamme gialle - coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale di Sassari Maria Paola Asara, hanno bloccato in tre centri di smistamento del nord Italia tutte le spedizioni provenienti dalle società estere individuate, destinate a indirizzi sparsi su tutto il territorio nazionale. L’ingente quantitativo di merce falsa non è mai arrivato sul mercato al quale era destinato.
I pacchi per Sassari. Tra le confezioni in arrivo, i finanzieri hanno seguito con particolare attenzione alcuni pacchi destinati a un ambulante extracomunitario residente nel centro storico. Contenevano scarpe contraffatte e circa 2mila etichette di alcuni (6) marchi tra i più noti brand di moda (Louis Vuitton, Burberry, Ralph Lauren, Fred Perry, Celice e Gucci).
Laboratorio. Il blitz - appena il destinatario ha ritirato il pacco sulla porta di casa - ha consentito di scoprire l’esistenza di un laboratorio tessile destinato alla trasformazione di capi cosiddetti “neutri” in “falsi d’autore”. Prodotti talmente perfetti che, una volta messi in vendita, avrebbero potuto ingannare anche il più attento dei clienti. Nel laboratorio la guardia di finanza ha sequestrato 5mila capi d’abbigliamento e accessori contraffatti, oltre a due macchine per cucire utilizzate per l’attività illegale.
I pedinamenti. Grazie ai pedinamenti, i militari della sezione Pronto impiego della compagnia di Sassari hanno poi identificato 4 sassaresi che avevano merce contraffatta appena arrivata in Italia e destinata alla vendita nell’area del nord ovest della Sardegna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
